Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mediobanca, il patto “resiste” al 31%

MILANO – Altri due anni per il patto di Mediobanca, giunto al sessantennale e che si rinnova dal prossimo gennaio al 31 dicembre 2017 con quote in minima riduzione e regole invariate. Le quote sindacate erano il 31,82% fino a ieri e sono state rinnovate per il 31,09: quindi uno 0,73% del capitale dell’istituto è stato svincolato, immediatamente, in anticipo sulla reale scadenza effettiva di fine 2015.
Come nelle attese, l’unico socio ad avere chiesto di uscire con integralmente è il gruppo Candy (famiglia Fumagalli), che ha lo 0,13% di Mediobanca e che potrebbe liquidare la quota, poiché il gruppo degli elettrodomestici non naviga in buone acque. L’Italmobiliare, holding della famiglia Pesenti, ha invece sciolto dal patto uno 0,5% della banca, mantenendo sindacato il restante l’1%. Stesso meccanismo per gli eredi del gruppo Zannoni, che hanno chiesto di liberare uno 0,05% del loro 0,30%. «Siamo molto soddisfatti che azionisti di quella qualità ci seguano nel lungo termine», ha detto l’amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel al termine di una riunione in cui il manager ha illustrato e discusso con i pattisti i risultati di esercizio della banca – chiusi il 30 giugno 2015 con oltre 2 miliardi di euro di ricavi e un utile netto di 590 milioni – e la proposta di cambio di statuto, per adeguare la futura governance alle nuove direttive europee e che andrà al voto dei soci Mediobanca nell’assemblea del 28 ottobre. Durante il patto di ieri non sarebbero emerse richieste da parte dei soci di salire di quota, se non limitatamente a quel che permette di non variare i pesi e le facoltà di crescere nel patto (Unicredit è primo socio con l’8,59%, la Perguet di Vincent Bolloré segue con il 7,94%, terza forza è Mediolannum con il 3,35%) dopo gli aumenti di capitale per esercitare le stock option e i titoli di performance. E così sarà in occasione di futuri aumenti di capitale a beneficio dei dipendenti.
Sembra che il patto si sia aggiornato alla prossima riunione in agenda nel febbraio 2016. Dato che a fine anno era in scadenza il comitato del patto (una volta si chiamava “direttivo”), i soci lo hanno prorogato fino a febbraio. Ne fanno parte Angelo Casò come presidente del patto, Vincent Bollorè, Federico Ghizzoni, Marco Tronchetti Provera, Giampiero Pesenti, Ennio Doris, Tarak Ben Ammar e Gilberto Benetton. Ieri Nagel ha anche commentato le voci che Mediobanca potesse acquistare la rete di Barclays in Italia, un centinaio di sportelli: «Noi abbiamo un percorso di crescita autonoma per CheBanca!». Sempre ieri, un altro dei pacchetti storici del gruppo, il 3% di Pirelli, è stato ceduto aderendo all’Opa cinese in corso.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ultimo miglio con tensioni sul piano italiano per il Recovery Fund. Mentre la Confindustria denuncia...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le diplomazie italo-francesi sono al lavoro con le istituzioni e con le aziende di cui Vivendi è un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La tempesta del Covid è stata superata anche grazie alla ciambella di salvataggio del credito, ma o...

Oggi sulla stampa