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Mediobanca, Del Vecchio è pronto a salire ancora

L’ingresso a sorpresa di Leonardo Del Vecchio nel capitale di Mediobanca con il 6,94% — di cui lo stesso amministratore delegato Alberto Nagel, secondo fonti vicine all’istituto, sarebbe stato avvisato dall’imprenditore 84enne soltanto l’altro ieri — ha riacceso i fari sull’ex «galassia del Nord», dati i legami strettissimi di Mediobanca con Generali — ne è primo azionista con il 13% — e le cointeressenze di Del Vecchio nella compagnia assicurativa, di cui è grande azionista con il 4,86% appena sotto Francesco Gaetano Caltagirone che ha il 5%. Sia Mediobanca sia Generali sono cresciute in Borsa, rispettivamente, dello 0,7% a 9,58 euro e dell’1% a 17,5 euro, in linea con Piazza Affari, anche se gli scambi sono stati meno della media mensile, 5 milioni di azioni Generali e 3 milioni di Mediobanca. Segno che i grossi investitori per ora stanno alla finestra per capire che succede.

Le partite sono collegate? Il mercato se lo chiede e cerca di ipotizzare quale possa essere la strategia del patron di Essilor-Luxottica, il quale complessivamente — secondo i calcoli di Intermonte — ha investito 2,4 miliardi di euro tra Mediobanca, Generali (ha il 4,86%) e Unicredit (circa il 2%): una concentrazione significativa di patrimonio, che ora potrebbe volere indirizzare al meglio.

Ufficialmente Del Vecchio ha spiegato in una nota che «l’investimento rappresenta per Delfin un’ottima opportunità per la qualità, la storia e le potenzialità di crescita di Mediobanca in Italia e all’estero. Siamo un azionista di lungo periodo e daremo il nostro sostegno per accelerare la creazione di valore a vantaggio di tutti gli stakeholder». Secondo alcune indiscrezioni, non è escluso che possa incrementare ulteriormente la quota in Mediobanca, fermo restando il limite del 10% oltre il quale serve l’ok della Bce. Non è detto che succeda nei prossimi giorni, ma diversi osservatori (analisti, banche d’affari, soci importanti delle due società) pensano che attraverso Mediobanca possa aprirsi anche la partita per il riassetto della compagnia assicurativa.

In primavera Del Vecchio e Caltagirone, che si muovono in sintonia su queste partite, non hanno avuto un ruolo nel rinnovo del board del Leone, la cui lista è stata presentata da Mediobanca riconfermando i consiglieri uscenti. A rendere più complesso il quadro contribuisce la rottura maturata l’anno scorso tra la Mediobanca di Alberto Nagel e Del Vecchio, dopo che quest’ultimo è stato sconfitto nella riorganizzazione dello Ieo, l’istituto di ricerca oncologico di Milano di cui Mediobanca è azionista e nume tutelare.

L’investimento

Leonardo Del Vecchio ha investito 2,4 miliardi tra Mediobanca, Generali e Unicredit

Piazzetta Cuccia ha due scadenze imminenti: l’assemblea del 28 ottobre sul bilancio (potrebbe essere l’occasione per un’uscita pubblica del nuovo azionista) e il piano industriale il 12 novembre, che sarà in continuità con il precedente, puntando a ricavi diversificati tra investment bank, asset management, credito al consumo, CheBanca!.

Del Vecchio potrebbe sollecitare un piano più aggressivo. Secondo un azionista dell’istituto, se nelle intenzioni di Del Vecchio ci fosse quella di spingere Mediobanca a cedere una quota di Generali ora che le azioni sono prossime al valore di carico di 18 euro, la mossa avrebbe senso se si trovasse un investimento dal rendimento analogo, che però ora non si vede. Gli analisti di Equita non vedono neanche come probabile uno spin-off delle azioni del Leone né una mossa ostile di Unicredit su Mediobanca, perché stravolgerebbe gli assetti di governance della banca guidata da Jean Pierre Mustier.

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