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Mediobanca, Del Vecchio al 19% sfiora il tetto fissato dalla Bce

A distanza di dieci mesi dall’autorizzazione della Bce a salire in Mediobanca, Leonardo Del Vecchio aumenta la sua quota arrivando ad avere quasi un quinto del capitale della prima banca d’affari tricolore.Attraverso la finanziaria Delfin il fondatore di Luxottica ha annunciato di aver rilevato 31 milioni di azioni, pari al 3,5% del capitale di piazzetta Cuccia, arrivando così a sfiorare il 19% del capitale. Lo scorso anno di questi tempi era invece fermo al 10%. Il pacchetto precedente del 2%, Delfin lo aveva rilevato attraverso l’intermediazione di Unicredit direttamente dalle mani della Fininvest della famiglia Berlusconi. L’ultima operazione, invece, è avvenuta ieri a un prezzo medio di 9,92 euro: dall’inizio dell’investimento – che ha sempre ribadito essere di natura finanziaria – l’imprenditore milanese ha investito tra 1,5 e 1,6 miliardi.Ora, pur essendo fuori dal consiglio di amministrazione di Mediobanca, Del Vecchio è di gran lunga il primo socio e pesa quasi il doppio dello storico patto di azionisti che governa sull’istituto guidato dall’ad Alberto Nagel.Si preannuncia un’estate calda per Del Vecchio: l’operazione che Delfin ha appena annunciato segue di pochi giorni i 7,2 miliardi di euro impegnati per rilevare GrandVision e rafforzare la distribuzione del colosso di lenti e occhiali nato dalla fusione di Luxottica e di Essilor, che così rafforza la sua rete in Europa e supera 20 miliardi di ricavi. Con questo peso ai piani alti di Mediobanca, che da sempre regna e fa da garante sulle assicurazioni Generali, Del Vecchio – che è anche un socio storico di Trieste con il 4,8% – si prepara a far esercitare la sua influenza sul rinnovo del consiglio del gruppo che scadrà la prossima primavera, con l’approvazione del bilancio 2021. Per la prima volta nella storia della compagnia del Leone alato, sarà il management guidato da Philippe Donnet a presentare una sua lista per il rinnovo del board. Ma Del Vecchio non è il tipo di imprenditore che ama chiedere o mettersi di traverso. Certo che essendo il primo socio di Mediobanca e il terzo di Generali, confida che per guidare il prossimo triennio del colosso assicurativo, gli sarà presentata una lista di standing e di quelle con nomi e competenze tali da non dover aver bisogno di obiettare. In Generali l’imprenditore esprime un consigliere, Romolo Bardin, che però è presente anche in tutti i comitati di peso del gruppo come quello strategico e degli investimenti, nonché nel comitato nomine-remunerazioni di Trieste, cioè quello che dovrà organizzare la selezione dei candidati per il prossimo rinnovo. Bardin, che siede nel cda di Generali dal 2016, è anche l’ad di Delfin nonché un manager di fiducia dell’imprenditore.

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