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Mediobanca, Creval e gli istituti più cari

In un report dal titolo che rimanda alle favole di La Fontaine — La cicala e la formica — , Mediobanca Securities fa il punto sulla redditività delle banche italiane in relazione al loro prezzo di Borsa. Normalmente ad una redditività più elevata corrisponde un prezzo di Borsa maggiore, e viceversa. Tuttavia non sempre è così. Lo studio evidenzia che le banche italiane sono sostanzialmente in grado di far fronte all’emergenza provocata dal Covid-19 grazie a moratorie e prestiti garantiti dallo Stato e a un livello di capitalizzazione in grado di assorbire ampiamente le perdite. A fronte di questa relativa sicurezza sul fronte della stabilità del sistema c’è da mettere in conto che anche quest’anno, a causa delle restrizioni poste dalla Bce alla distribuzione dei dividendi, il 2021 sarà un anno avaro per gli azionisti.

Quanto alla convenienza «relativa», in base alla redditività futura e al livello di capitalizzazione attuale, un grafico mette in luce che alcune banche come il Credem e Bper sono sottovalutate, altre come Intesa Sanpaolo, in equilibrio. Tra i titoli sopravvalutati, in relazione alla redditività futura ci sono Creval e la Popolare di Sondrio. Le quotazioni di Creval sono spinte al rialzo dall’Opa al prezzo di 10,50 euro per azione lanciata da Crédit Agricole, con una distribuzione attesa agli azionisti di 737 milioni di euro.

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