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Mediobanca, consiglio per la City Entrano Costa e Marie Bolloré

Con una quota quasi regolamentare di donne in consiglio, cinque su 18, di cui una vicepresidente, si alza il sipario sulla nuova Mediobanca. Non si tratta di soli obblighi di legge. Un board più ricco di competenze (e più leggero con la discesa da 20 a 18 componenti) è un standing già recepito nello statuto e necessario fuori casa, per il gruppo che avrà presto un doppio baricentro, tra Piazzetta Cuccia, l’ex convento che la banca occupa da quasi 70 anni, e l’elegante building bianco al 33 di Grosvenor Place, a Londra. Nella City è aperta dal 2008 la succursale che per alcuni giorni alla settimana diventa quartier generale dell’amministratore delegato Alberto Nagel.
Il patto darà il via libera alla lista lunedì 29 settembre. La pressione delle voci alla vigilia i tiene alta l’attenzione sulle mosse dello stesso Nagel e della prima linea, squadra che si presenta ai soci con il miglior risultato netto dall’inizio della crisi, la promessa di ritorno al dividendo e la determinazione a chiudere con il mestiere di cassaforte di partecipazioni.
Dal primo azionista, Unicredit, viene la spinta decisiva sulle quote con la candidatura a vicepresidente di Maurizia Comneno, la conferma di Elisabetta Magistretti e di Alessandro Decio e la rassicurazione del numero uno Federico Ghizzoni sulla fiducia al capo azienda e sull’unitarietà dei soci. Unicredit rinnova a sua volta il consiglio in primavera e lo schema seguirà quello annunciato in Mediobanca, con più donne anche al vertice. Il minor peso delle fondazioni avrà riflessi nel consiglio dove oggi siedono ben quattro vicepresidenti: Fabrizio Palenzona (espressione di Crt), Vincenzo Calandra Buonaura (Carisbo), Candido Fois (Cariverona) e Luca di Montezemolo.
Nel board di Mediobanca i manager restano cinque (lo resteranno fino al 2017, termine Bankitalia) con turnazione interna. Alexandra Young, capo delle risorse umane e Gianluca Sichel, ad di Chebanca, dovrebbero entrare al posto di Maurizio Cereda e Massimo Di Carlo.
Pare poi che il secondo azionista forte, il bretone Vincent Bollorè, voglia candidare la figlia Marie al posto dell’ex ministro Anne Idrac mentre confermerebbe Vanessa Labérenne, oltre la seconda vicepresidenza a Marco Tronchetti Provera. In forse il tedesco Eric Strutz. Per Fininvest esce Bruno Ermolli ed entra l’ex ad Mondadori, oggi presidente della Fieg, Maurizio Costa .

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