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Mediobanca, confermato Nagel

Leonardo Del Vecchio schiera il suo 10,16% di Mediobanca con Assogestioni all’assemblea per il rinnovo del board. Ma anche senza i voti del primo socio si conferma l’assetto di vertice con il presidente Renato Pagliaro e il ceo Alberto Nagel, eletti dalla maggioranza dei soci, il 44,2% del capitale sociale, in primis il 12% del patto di consultazione (tra i quali Mediolanum, Fininvest, Benetton).

Anche nella competizione per la governance Mediobanca si conferma così una public company. Mercato e fondi internazionali hanno scelto la lista presentata dal board uscente che ha eletto 13 consiglieri (Virginie Banet e Laura Cioli come new entry), riconfermando la compagine che ha approvato il piano industriale al 2023 di Nagel. Tre anni fa il board, allora proposto dal patto di sindacato che contava per il 30%, aveva ottenuto il 37% del capitale sociale. Per la minoranza di Assogestioni, scelta dal 19% del capitale tra cui Delfin (Del Vecchio), riconfermati Alberto Lupoi e Angela Gamba.

Del Vecchio si è tenuto fino alla fine le mani libere sulla scelta della lista da votare. Nelle risposte scritte ai soci, Mediobanca aveva dichiarato «stima ventennale» verso il patron di Luxottica e «un confronto costruttivo e continuo», come ha detto Nagel «perché è un importante azionista sia perché è un imprenditore di cui abbiamo stima». Delfin ha votato per Assogestioni, ha votato contro la politica di remunerazione dei manager e si è astenuto sul cambio di statuto che elimina, ma a partire dal prossimo board, il vincolo che i top manager siano interni alla banca. Come sindaci effettivi Assogestioni ha eletto Ambrogio Virgilio ed Elena Pagnoni, presidente del collegio è Francesco Di Carlo (Mediolanum). Si ferma all’1,6% la terza lista, presentata con l’1% dal fondo Bluebell, il cui fondatore Giuseppe Bivona si è detto «dispiaciuto; ma la vera novità è che per la prima volta Mediobanca sia stata sconfessata dal suo principale azionista». Mediobanca ha chiuso il trimestre con un utile di 200,1 milioni, in calo per il minor apporto di Generali.

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