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Mediobanca, Cariverona sotto il 2%

Blackrock risale in Unicredit e diventa il secondo azionista con il 5,036%. Cariverona scende ancora in Mediobanca e si porta all’1,95%. Le due mosse, compiute nei giorni scorsi, sono state rese note ieri dalla Consob nelle comunicazioni sulle partecipazioni rilevanti. Segnali di un certo movimento negli assetti azionari soprattutto da parte delle Fondazioni, visto il recente calo in Piazza Cordusio di Crt dal 3,85% al 2,5%.
Con il passo appena compiuto di Blackrock si rafforza la presenza nel capitale di Unicredit degli azionisti esteri. Il colosso americano dell’asset management, la più grande società di investimento nel mondo, che gestisce un patrimonio di circa 3.400 miliardi di dollari, è dunque il secondo socio dell’istituto di Piazza Cordusio dietro al fondo sovrano di Abu Dhabi Aabar con il 6,5% e appena sopra il fondo anglo-russo Pamplona che detiene il 5%. Il primo socio italiano è la Fondazione Cariverona di Paolo Biasi con il 3,5%.
Blackrock è fra gli investitori istituzionali internazionali più attivi nel nostro Paese, anche grazie al fatto che nel 2009 ha rilevato Barclays global investor e ha così ereditato partecipazioni in Italia che ha «sommato» alle proprie. Oltre alla quota in Unicredit, ha in portafoglio circa il 2,8% di Generali, oltre il 5% di Ubi, e poi è presente in Telecom, Enel, Eni, Fiat e Fiat industrial, Intesa Sanpaolo, Mediaset, Autogrill, Banco Popolare, Finmeccanica, Pirelli, Prysmian, Terna e Saipem. Ma, grazie al fatto che dallo scorso novembre si avvale dell’esenzione relativa alla comunicazione sulle partecipazioni inferiori al 5% (il tetto «ordinario» è al 2%), i suoi movimenti sotto questa soglia non sono per lo più noti.
Il gruppo Usa è un socio «storico» di Unicredit, vanta da tempo rapporti di fiducia nei confronti dell’amministratore delegato Federico Ghizzoni, e la comunicazione sul superamento del 5% rappresenta un ritorno fra gli azionisti big di Piazza Cordusio. In precedenza Blackrock era stato a lungo socio al 4% ma ha diluito la quota in occasione del maxiaumento di inizio 2012. Nei giorni scorsi il nuovo passo che probabilmente è stato compiuto in più riprese. Significativo è il fatto che con Blackrock si rafforza la componente estera dell’azionariato di Unicredit, il cui titolo ha ieri guadagnato il 2,9%, mentre nelle scorse settimane c’è stato il passo indietro della Fondazione Crt, che ha ridotto la quota 3,85 al 2,5%. La partecipazione complessiva degli enti maggiori è così pari oggi al 9%, i soci industriali italiani, guidati da Leonardo Del Vecchio con il 2% e Francesco Gaetano Caltagirone con l’1% pesano per circa il 5-6%, mentre la componente internazionale è intorno al 25%.
Crt in Unicredit e Cariverona in Mediobanca testimoniano che presso diverse Fondazioni sono in corso «riflessioni» sui propri investimenti bancari. Per quanto riguarda Biasi, che in Unicredit si era anch’esso diluito in occasione dell’aumento di capitale, va rilevato che il nuovo passo indietro in Mediobanca (l’ente era già sceso dal 3,2 al 2,1%) arriva dopo che la Fondazione nell’ottobre 2011 aveva manifestato l’intenzione di presentare una lista di minoranza per il collegio sindacale di Piazzetta Cuccia, ma dalla Consob era stata sottolineata la sussistenza di un collegamento appunto con Unicredit, primo socio della banca d’affari con l’8,6%. Non aveva invece avuto problemi la lista presentata per il consiglio da Carisbo, azionista di Piazzetta Cuccia (con una quota salita nel 2012 dal 2,6 al 2,9%) ma non di Piazza Cordusio, che aveva candidato Fabio Roversi Monaco. Nelle settimane precedenti si era però parlato anche della possibilità di una candidatura di Biasi per il board.

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