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Mediobanca, Caltagirone per adesso fermo al 3%

Francesco Gaetano Caltagirone sale al 3,003% di Mediobanca. Un piccolo passo in più rispetto a quanto dichiarato solo l’altro ieri, era al 2,88%, e compiuto a valle di acquisti mirati effettuati in Borsa tra il 12 e il 21 luglio. Il 16 luglio scorso scadeva infatti una opzione su uno 0,113% di Piazzetta Cuccia ma il prezzo non era conveniente per le parti e dunque nessuno ha dato seguito all’accordo. Di qui la decisione di raccogliere direttamente a Piazza Affari i titoli che mancavano per superare la fatidica soglia del 3%. Partecipazione che dovrebbe restare più o meno invariata fino al prossimo settembre. Al più si aggiungerà un altro 0,113% legato a un’altro contratto in scadenza per il 20 di agosto.

Il passo chiave, quello che spingerà Caltagirone oltre il 5% della banca guidata da Alberto Nagel, l’imprenditore deciderà se compierlo o meno solo a settembre quando, cioé, la partita sulla governance delle Generali sarà più chiara. Perché se da un lato l’investimento in Mediobanca ha ragioni di opportunità finanziaria, dall’altro lato è certamente un mezzo per provare a forzare la mano sul delicato tema della guida del Leone.

Rispetto al primo punto, fatti due conti, sul pacchetto dell’1% dichiarato a inizio marzo Caltagirone sta già registrando una plusvalenza implicita superiore al 20% avendo lui costruito la partecipazione a valori compresi tra i 7 e gli 8 euro con il titolo che oggi viaggia a un passo dai 10 euro (ieri ha chiuso in progresso del 3,29% a 9,852 euro). Anche l’ascesa recente sarebbe stata realizzata a valori inferiori a quelli a cui tratta Piazzetta Cuccia a Milano. A tutto ciò va poi sommato il potenziale dividendo che la banca staccherà in autunno. Il consensus degli analisti prevede una cedola attorno agli 0,63 euro a titolo (se scomparirà il veto della Bce), il che ai prezzi attuali implica un rendimento del 6,5%. Queste sono dunque le ragioni economiche che fanno della crescita nell’istituto un affare per ora ben riuscito. Tanto più considerata la volontà di Caltagirone di ricostruire la presenza nel credito come terza opzione d’investimento al fianco del comparto utilities (Acea) e assicurazioni (Generali).

Detto ciò è opinione diffusa che l’acquisto del 3% di Mediobanca sia anche una mossa “negoziale”. Caltagirone, ma con lui anche altri azionisti del Leone, tra i quali Leonardo Del Vecchio che a breve peraltro salirà al 20% di Piazzetta Cuccia, ritengono sia ormai arrivato il momento della svolta nel gruppo assicurativo. Vogliono che si ragioni attorno a una nuova figura manageriale da inserire al vertice della compagnia, a prescindere dalla scadenza dell’attuale board che termina il mandato con l’approvazione del bilancio 2021, che sposi alcune linee guida ritenute centrali: M&A per un salto dimensionale, digitalizzazione, ulteriore taglio dei costi e come intercettare i denari che arriveranno con il recovery fund. Andrebbe dunque individuata una nuova squadra di vertice pronta a sposare questa impostazione Le diplomazie, al proposito, sono al lavoro ma trovare una sintesi non sarà semplice. Rispetto a qualche tempo fa la posizione di Mediobanca appare meno rigida e più propensa a valutare passaggi di testimone. Tuttavia l’esito non è scontato. In questi mesi sono circolati diversi nomi di manager potenzialmente adatti a rivestire il ruolo di nuovo ad delle Generali (tra questi anche Marco Morelli ora in Axa), ma nessuno esclude che non si possa procedere con la nomina di un manager già operativo a Trieste affiancato da un presidente con grande presa sui mercati internazionali. Da qui a settembre, dunque, le diplomazie, già oggi sul dossier, proveranno a trovare la sintesi, innanzitutto se fare o meno la lista del consiglio. Valutazione che potrebbe arrivare già al board il prossimo 2 agosto.

Caltagirone, in ogni caso, potrà sempre giocare la carta dell’ulteriore crescita in Mediobanca fino al 5%. Il 17 settembre è infatti in scadenza un’opzione sull’1,9% del capitale della banca. Se il prezzo sarà nel range previsto dal contratto (si immagina attorno ai 9 euro) Caltagirone acquisterà ancora. E a quel punto, assieme a Del Vecchio potrebbe mettere sul piatto una sorta di minoranza di blocco, il 25%, capace di influire sulle manovre straordinarie che l’istituto potrebbe mettere in cantiere. Ad oggi nulla è in agenda ma in prospettiva Nagel, se vorrà procedere con un’operazione che necessiti dell’assenso dei soci in assise straordinaria, dovrà ottenere il via libera di Del Vecchio e di Caltagirone.

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