Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mediobanca, addio di Unicredit. Mustier fa cassa: 800 milioni

Svolta storica in Mediobanca: Unicredit, primo azionista con l’8,4%, vende l’intero pacchetto azionario, da tempo considerato una «partecipazione finanziaria». La mossa, che vale 800 milioni, ridisegna l’assetto di Mediobanca e, a cascata, della sua principale partecipazione, Generali. Unicredit era socio fin dal 1946 in quanto erede di Credit e Banca di Roma, due delle tre banche di interesse nazionale che fondarono l’istituto affidandolo a Enrico Cuccia.

Piazzetta Cuccia diventa sempre più public company, anche se avrà un nuovo primo azionista, Leonardo Del Vecchio. Il patron di EssilorLuxottica era entrato nel capitale a settembre e ora è al 7,52% attraverso la holding lussemburghese Delfin. Il collocamento rafforza la componente di investitori istituzionali che sostiene il ceo Alberto Nagel.

Per l’istituto guidato da Jean Pierre Mustier si tratta di un incasso rilevante, 800 milioni di euro. L’operazione dovrebbe essere più o meno neutra dal punto di vista della plusvalenza, dato che il valore di carico, di 9,89 euro per azione iscritto a bilancio 2018, è stato via via alzato. Il titolo, grazie anche all’appeal speculativo portato da Del Vecchio, s’è attestato ieri a 10,8 euro, ai massimi da 5 anni. La decisione di uscire da Mediobanca — che ieri lo stesso Mustier ha comunicato a Nagel prima dell’avvio della procedura — è arrivata in conseguenza del mancato rinnovo, nel 2018, del patto di sindacato e della sua trasformazione in un patto di consultazione sul 21% che non vincola i soci al possesso azionario. La delibera è stata presa all’unanimità dal consiglio ed è «in linea con la strategia di dismissione di partecipazioni non strategiche. UniCredit è impegnata a supportare la crescita economica dei mercati in cui opera. I proventi della cessione saranno utilizzati per supportare lo sviluppo delle attività dei clienti». Il 3 dicembre si capirà meglio come questa mossa si inserisce nel piano industriale che Mustier presenterà e che potrebbe prevedere anche operazioni straordinarie, magari con l’avvio di una sub-holding in Germania.

In Piazzetta Cuccia la decisione di Mustier è stata accolta con favore. Innanzitutto perché si scioglie un incrocio tra banche concorrenti risolvendo una situazione di conflitto di interessi e rendendo quindi Mediobanca più libera di percorrere la propria strada di sviluppo. C’è poi da non sottovalutare la modalità tecnica scelta da Unicredit per vendere: un collocamento accelarato («accelerated bookbuilding») realizzato con le banche BofA Securities, Morgan Stanley e la stessa UniCredit Cib, in maniera «diversificata» cioè non vendendo a singoli acquirenti e rivolta a determinati investitori istituzionali. Saranno quindi proprio i fondi a rafforzarsi nel capitale di Piazzetta Cuccia. Già prima di ieri Nagel poteva contare sul sostegno esplicito del 51% del capitale tra patto di consultazione e un 30% in mano ai fondi presenti all’assemblea del 28 ottobre; adesso la quota di Unicredit passa al mercato, che sale al 40%.

Insomma Mustier non vende a Del Vecchio, tenendosi fuori dalla partita. La logica è che adesso il ruolo di protettore di Generali come «italiana, indipendente e quotata in Italia» — mantra ripetuto dal banchiere francese in questi mesi — ora passa a Del Vecchio, che possiede anche il 5% della compagnia. Secondo alcuni scenari, Del Vecchio starebbe per chiedere alla Bce di salire oltre il 10% in Mediobanca. Potrebbe per quella via voler spingere Generali verso una maxi-fusione con un altro player europeo, come Allianz o Axa.

Fabrizio Massaro

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un presente solido grazie al metano e un futuro a idrogeno. Snam, gestore della rete nazionale del g...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le offerte vincolanti per Alitalia potrebbero slittare per l’ottava volta: dal 21 novembre a fine ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La scelta di non cedere massivamente i crediti in gestione da parte del Fondo temporaneo del credi...

Oggi sulla stampa