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Medici più salvaguardati

Non è un reato la colpa lieve del medico che ha agito nel rispetto dei protocolli. La depenalizzazione della condotta del medico caratterizzata da colpa lieve, prevista dal decreto Balduzzi (convertito dalla legge 189/2012), trova il supporto della giurisprudenza.
La IV sezione penale si allinea a quanto previsto dall’articolo 3 della legge 189/2012, nel decidere sul ricorso presentato da un medico che, nel corso di un intervento di ernia del disco, aveva provocato al paziente una lesione dei vasi sanguigni che era risultata fatale.
Il professionista chiedeva l’applicazione del decreto Balduzzi che aveva «determinato la parziale abrogazione delle fattispecie colpose commesse dagli esercenti le professioni sanitarie». La risposta della Corte è stata favorevole: per il ricorrente condanna annullata e per i giudici di merito invito a rivedere la decisione legge alla mano. La Cassazione dà notizia di una decisione presa il 29 gennaio scorso con la quale fa sue le condizioni poste dalla legge per scriminare la colpa lieve. La Suprema corte afferma, infatti, che «l’innovazione esclude la rilevanza penale delle condotte connotate da colpa lieve, che si collochino all’inteno dell’area segnata da linee guida o da virtuose pratiche mediche, purché esse siano accreditate dalla comunità scientica». Condizione che i giudici di appello, sono ora chiamati a verificare.
L’applicazione del decreto Balduzzi avrà effetto anche sui procedimenti pendenti. Scatta, infatti, quanto previsto dall’articolo 2 del Codice penale sulla retroattività della legge penale più favorevole. Il colpo di spugna sulla responsabilità penale non blocca la via del risarcimento civile, del resto espressamente previsto dallo stesso decreto, anche se il rispetto del protocollo e l’aver agito in base a “pratiche virtuose” potrebbe pesare nella quantificazione del danno (si veda anche l’articolo sulle difficoltà ad assicurarsi pubblicato il 30 gennaio).
L’articolo 3 della legge 189 al comma 1, nell’escludere la responsabilità penale per colpa lieve, stabilisce che «resta comunque fermo l’obbligo di cui all’articolo 2043 del Codice civile. Il giudice anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo» ovvero del rispetto delle linee guida e delle buone pratiche accreditate.
Sul tema dei risarcimenti la breve “notizia di decisione” della Corte non dice nulla e, per saperne di più, sarà necessario attendere le motivazioni.
Anche se, secondo l’avvocato Antonio Puliatti, consulente legale del Sindacato medici italiani, la sentenza inciderà favorevolmente anche sull’ammontare dei risarcimenti: «La decisione della Cassazione è una novità dal punto di vista penale, perché affievolisce tutte le ipotesi di responsabilità a carico dei medici. La Cassazione si è mossa in sintonia con la legge è dunque prevedibile che non dovrebbe allontanarsene neppure per quanto riguarda l’ulteriore previsione che fa “pesare” la valutazione della condotta anche nel determinare il risarcimento».
Certamente il decreto Balduzzi ha fatto invertire rotta alla Cassazione.: con la sentenza 20790 del 2009 la Suprema Corte aveva affermato la responsabilità penale per colpa lieve in un caso di complicazioni in seguito a un intervento.
Il medico era venuto meno al suo dovere di seguire il paziente anche fuori dalla sala operatoria.

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