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Mediazione con più garanzie

Ridurre il contenzioso tributario in arrivo attraverso la compliance e gli istituti deflattivi. Rafforzamento della mediazione tributaria con più garanzie per i contribuenti, attraverso l’introduzione di un organo decisionale terzo. Andare verso collegi giudicanti composti da magistrati professionisti che, una volta sfoltite le liti in entrata di minor valore, potranno concentrarsi sulle questioni più complicate e anche di più elevato importo economico. Con una novità rilevante: «Fare il giudice a tempo pieno». Sono le linee generali della riforma della giustizia tributaria a cui il Governo potrebbe mettere mano. Ad anticiparle è stato il viceministro all’Economia, Luigi Casero, durante il convegno «Un nuovo rapporto Fisco-Impresa» organizzato ieri a Roma da Afi (Associazione fiscalisti d’impresa) in collaborazione con EY (Ernst & Young).
«Abbiamo la necessità intervenire sul numero delle cause di contenzioso ed è necessario fare un lavoro preventivo importante», ha spiegato Casero. Per centrare l’obiettivo di ridurre le nuove liti le strade sono due. La prima è quella di fare in modo che non si arrivi alla lite, o meglio non si arrivi neanche all’accertamento grazie al «cambia verso». Quindi la strategia delle lettere preventive che consentono al contribuente di mettersi in regola prima ancora che il Fisco emetta un “atto d’accusa”. La seconda strada è quello di un intervento deflattivo sulle cause di valore più contenuto: «Dovremo trovare una fase arbitrale per le liti minor valore» ha precisato il viceministro, rilanciando l’idea di garantire la terzietà della mediazione tributaria. Finora, infatti, la mediazione è stata gestita direttamente dall’ente impositore. Fino allo scorso anno solo dall’agenzia delle Entrate, da inizio 2016 anche dagli enti territoriali. Nonostante questo limite e la soglia ancora ferma a 20mila euro, l’intervento “estensivo” con la delega fiscale ha prodotto una riduzione del 13,7% nei ricorsi presentati in Ctp nel primo semestre del 2016 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un decremento che potrebbe essere ancora più elevata se appunto si alzasse il limite per la mediazione obbligatoria prima della lite, come tra l’altro avevano chiesto le commissioni di Camera e Senato nel formulare i pareri sui decreti attuativi della delega.
Nel progetto di riforma, dopo lo sfoltimento delle liti in ingresso ci sarebbe un intervento sul collegio giudicante. «Dovremo affrontare il tema della professionalità dei giudici tributari. Tema di cui discuteremo in Parlamento. Occorre mettere dei professionisti a trattare le cause di maggior valore, anche a tempo pieno» è l’ipotesi formulata da Casero. Una questione su cui poi sarà necessario trovare una quadra – e soprattutto le risorse – per sciogliere una volta per tutte l’annoso problema dei compensi dei giudici: oggi , infatti, sono remunerati a sentenza ma in futuro se gli si chiedesse il tempo pieno bisognerebbe “stipendiarli”.

Marco Mobili
Giovanni Parente

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