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«Mediazione, il modello italiano è il migliore in Europa»

Dopo tante tirate d’orecchi arriva anche un bel voto in pagella. Il Parlamento europeo, che in passato non ha risparmiato bacchettate e richiami alla macchina della giustizia italiana, stavolta rivolge un plauso al meccanismo della mediazione così come è stato strutturato nel nostro paese.
La lettera ufficiale, che porta la data di lunedì scorso, è indirizzata al ministro della Giustizia Rosanna Cancellieri a cui si fanno le congratulazioni perché da uno studio condotto tra più di 800 esperti di tutti gli stati membri dell’Unione europea il modello italiano di mediazione è stato votato come il migliore del vecchio continente. La lettera e gli esiti dello studio saranno esposti oggi a Roma durante un convegno a inviti tutto dedicato alla mediazione. «È un segnale evidente che quella della mediazione civile è la strada giusta — afferma il ministro Cancellieri — siamo fermamente convinti che sia uno dei sistemi migliori per contrastare le lungaggini della nostra giustizia soffocata da una mole eccessiva e spropositata di cause civili che questo sistema è in grado di smaltire con una certa velocità».
Al convegno di oggi interverrà anche Guido Alpa, il presidente del Consiglio nazionale forense, in rappresentanza di quel mondo dell’avvocatura che continua ad opporsi alla mediazione considerandola strumento inutile e poco affidabile. Non a caso Alpa esporrà altre forme di risoluzione non giudiziaria delle controversie.
«Sono convinta che anche gli avvocati finiranno per apprezzare la mediazione — assicura il Guardasigilli — il loro ruolo resta tutelato e parte integrante di questo meccanismo. I cambiamenti, soprattutto quelli profondi, portano sempre un po’ di timore in chi li affronta: la mediazione cambierà il modo di avere giustizia e gli avvocati ne saranno parte essenziale».
Fugato il timore dell’anticostituzionalità della mediazione, la perplessità più diffusa oggi è legata all’affidabilità degli enti privati che ne amministrano lo svolgimento. «La questione della costituzionalità è ormai archiviata — ricorda Cancellieri — nella prima sentenza si obiettava solo un eccesso di delega. Per gli enti, assumiamo l’impegno di controlli e selezioni molto rigorosi. Non basterà essere oculati nella scelta degli enti, bisognerà creare un meccanismo di rigido controllo per evitare che ci siano infiltrazioni o disfunzioni. Per il resto, non possiamo che salutare con piacere il riconoscimento del Parlamento europeo che premia il nostro meccanismo. Finora è stato basso il numero delle controversie risolte con la mediazione ma si tratta di ritrosie culturali: siamo certi che il successo arriverà e confermerà quanto di buono gli osservatori stranieri dicono di noi». Strano ma vero .

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