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Mediazione, fisco snello

La mediazione tributaria riduce di un terzo il contenzioso con il fisco. Nel 2012 i nuovi ricorsi presentati dai contribuenti contro gli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle entrate sono stati il 29,39% in meno rispetto all’anno precedente: 115.455 contro 163.522. La principale ragione, come già anticipato dai dati parziali resi noti nei mesi scorsi dall’amministrazione finanziaria (si veda ItaliaOggi del 15 novembre 2012), è proprio il nuovo istituto preliminare del reclamo-mediazione reso obbligatorio a partire dallo scorso 2 aprile per chi vuole opporsi in giudizio alle pretese erariali fino a 20 mila euro. Nei primi nove mesi di applicazione del filtro pre-contenzioso disciplinato dall’articolo 17-bis del dlgs n. 546/1992 sono state inoltrate 47.740 istanze, di cui circa la metà già trattate entro la fine dell’anno. Le mediazioni andate a buon fine sono state 11.658, vale a dire il 49,8% del totale complessivo. Ma se si prende in esame solo il numero delle procedure già concluse, la percentuale di successo è del 64%. A livello regionale il maggior numero di richieste di mediazione si è avuto in Sicilia (8.508 istanze) e Campania (8.228). I tassi di accoglimento più alti si sono registrati nelle province di Trento (76,1%) e Bolzano (67,6%), quelli più bassi in relazione al centro operativo di Pescara (54,5% di rigetti). Tutte realtà dove i numeri in valore assoluto sono però contenuti. Nelle regioni più popolose, Lombardia, Campania e Lazio, la percentuale di mediazione è stata rispettivamente del 58,6%, 42,9% e 52,6%.

Ai numeri positivi della mediazione tributaria fanno da contraltare quelli relativi al contenzioso tradizionale. I ricorsi in Ctp in cui è parte l’Agenzia delle entrate sono stati ben 48 mila in meno rispetto al 2011. Analizzando i dati mensili diffusi dall’amministrazione finanziaria, va sottolineato che il decremento si è avuto pure nei primi quattro mesi del 2012 (-24% a gennaio e febbraio, -5% a marzo e -12% ad aprile). La mediazione, tenendo conto della tempistica per opporsi agli accertamenti notificati a partire dal 2 aprile, ha iniziato a produrre i suoi effetti solo sul finire del mese di maggio. E man mano che il meccanismo è andato a regime, la diminuzione si è fatta più marcata: luglio e agosto 2012 hanno visto meno della metà di ricorsi rispetto all’anno precedente, mentre nell’ultimo bimestre dell’anno la flessione ha superato il 46%. Gli esiti definitivi per il 2012 si avranno solo quando le direzioni provinciali avranno ultimato l’esame di tutte le istanze, ma al giro di boa circa due contribuenti su tre hanno trovato l’intesa con il fisco e quindi rinunciato a finire davanti al giudice.

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