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Mediazione, fair play da Equitalia

Doppio test per la mediazione tributaria. Mercoledì la Consulta esaminerà le eccezioni di incostituzionalità sollevate da diverse Ctp. Intanto si preparano a entrare in vigore le modifiche previste dall’ultima legge di stabilità per gli atti notificati dal 3 marzo (il 2 marzo, infatti, è domenica). In attesa di sviluppi, uno dei principali chiarimenti arrivati a Telefisco e contenuti anche nella circolare 1/E/2014 è che l’agente della riscossione non può eccepire l’intempestività della costituzione in giudizio se il contribuente presenta ricorso contro una cartella anche per vizi propri.
La questione
La precisazione ribadisce, in verità, quanto già affermato dalla circolare 9/E/2012. In questo modo, si tenta di risolvere un aspetto problematico per chi ha impugnato cartelle di pagamento per importi fino a 20mila euro, a seguito, ad esempio di avvisi bonari derivanti dalla liquidazione automatica o dal controllo formale delle dichiarazioni dei redditi, non solo per vizi di merito (con chiamata in causa delle Entrate), ma anche per vizi propri dell’atto (con chiamata in causa di Equitalia).
La norma sul reclamo prevede la sospensione di 90 giorni per la costituzione in giudizio solo per gli atti emessi dall’agenzia delle Entrate, come per gli avvisi di accertamento o gli atti di irrogazione sanzioni o iscrizioni a ruolo. Tuttavia, se il contribuente volesse impugnare la cartella di pagamento di valore fino a 20mila euro sia per vizi propri (quindi contro l’agente della riscossione) che di merito (quindi contro le Entrate) il ricorso deve essere notificato a entrambi gli uffici. Normalmente, il deposito in Ctp deve avvenire – a pena di inammissibilità – entro 30 giorni dalla notifica del ricorso alla parte. Ma la norma sul reclamo contro l’Agenzia sospende tale termine per 90 giorni dalla notifica (per gli atti “consegnati” prima del 3 marzo fino all’esito della mediazione), mentre per l’agente della riscossione non è previsto nulla di simile. Il deposito del ricorso oltre i 30 giorni dalla notifica a Equitalia, dunque, risulterebbe tardivo.
La soluzione
Già la circolare 9/E/2012 – nel cui solco si pongono la precisazione a Telefisco e quella nella circolare 1/E/2014 – aveva precisato che la presentazione del reclamo all’ufficio consente al contribuente di costituirsi in giudizio «in ritardo» anche nei confronti dell’agente della riscossione. Nonostante ciò, qualche difensore (privato) di Equitalia (ma non in tutte le province) ne hanno rilevato comunque l’inammissibilità. Così, per evitare una simile eccezione, alcuni contribuenti hanno effettuato il deposito del ricorso nei termini ordinari (in sostanza, entro il termine di 30 giorni dalla notifica del reclamo), senza dunque attendere il decorrere dei 90 giorni. In un caso simile, la sentenza 125/03/13 della Ctp Reggio Emilia aveva affermato che l’inammissibilità operava solo limitatamente alla mancata presentazione dell’istanza di reclamo e non anche al decorrere dei 90 giorni.
Le modifiche
In realtà, la previsione (contenuta nella legge di stabilità) di improcedibilità e non più di inammissibilità del reclamo in caso di costituzione in giudizio anticipata per gli atti notificati dal prossimo 3 marzo potrebbe risolvere indirettamente la questione: il rinvio dell’udienza disposto dal giudice riguarderebbe, infatti, anche l’impugnazione contro Equitalia. È singolare, però, che per evitare problemi con l’agente della riscossione, il contribuente debba farsi rilevare l’improcedibilità del ricorso, sostenendo spese di giudizio non recuperabili per l’assenza di un organo superiore che possa stabilire il ristoro di tali oneri. Per questo sarebbe stato opportuno stabilire espressamente che i termini di costituzione valgono anche nei confronti di terzi chiamati in causa (nello specifico Equitalia).

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