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Mediazione dell’Eurotower sulla vigilanza delle banche

Francoforte — Ora i mercati aspettano di capire i provvedimenti preannunciati dal presidente della Bce Mario Draghi. Come ci si muoverà per fare «tutto il necessario» per stabilizzare il sistema finanziario dell’eurozona, anche attraverso un nuovo programma di acquisti di titoli di Stato, diventato ancora più importante dopo le tensioni sorte fra la Bce e la Bundesbank.
Tassi e inflazione
Nel frattempo, c’è grande attesa anche per le nuove stime di crescita, le quali se peggiorate potrebbero indurre la Bce a ridurre ulteriormente i tassi di interesse — attualmente allo 0,75% — se le prospettive di inflazione lo permetteranno. Per settimane i comitati specializzati della Bce hanno lavorato febbrilmente alla stesura di più opzioni, sottoposte all’esame del board e quindi del Consiglio, che inizierà a riunirsi in modo informale mercoledì sera. Giovedì i 22 consiglieri dell’organo decisionale di Eurotower (Yves Mersch, lussemburghese, prenderà il posto vacante dello spagnolo José González-Páramo in ottobre), decideranno fra le opzioni sul tappeto.
L’acquisto di titoli e la Bundesbank
Secondo le dichiarazioni trapelate ieri sull’audizione di Draghi al Parlamento europeo, la Bce va avanti, nonostante l’opposizione del capo della Bundesbank Jens Weidmann, con il piano di nuovi interventi di acquisto sul mercato secondario di titoli di Stato a breve termine — fino a tre anni — che «non equivalgono a stampare moneta». Ancora non è chiaro se la Bce fornirà un piano dettagliato. Fra le ipotesi allo studio, ci sarebbero anche le bande di oscillazione dei rendimenti (o degli spread), oltre le quali dovrebbe scattare, se necessario, l’intervento della Bce. Resta l’interrogativo sul tipo di condizioni, «molto severe», come ha detto ieri Draghi, alle quali, per esempio, la Spagna dovrà chiedere aiuto al fondo salva Stati Efsf (o Esm), per far scattare l’intervento della Bce. Un punto questo sul quale potrebbero insistere i falchi nella Bce. Una grande incognita è se il Consiglio verrà incontro all’opposizione, finora solitaria, di Weidmann — che nei giorni scorsi ha ravvisato «gravi rischi» nell’acquisto dei bond, equiparandoli a una «mutualizzazione del debito», non permessa dal Trattato — e se quest’ultimo sarà sostenuto da altri governatori.
La vigilanza bancaria
Un’altra incognita è rappresentata dalla posizione della Bce sulla vigilanza paneuropea, che secondo Draghi dovrebbe prediligere un sistema «misto», nel quale la Bce è pronta ad assumere in piena indipendenza compiti di vigilanza paneuropea («rigidamente separati» da quelli di politica monetaria). Sarà essenziale, aveva detto Draghi, che «collaboriamo con i supervisori nazionali». Forse un possibile compromesso in vista con le resistenze tedesche, di affidare anche la rete di banche di dimensione minore al controllo dell’Eurotower. Un’ipotesi che del resto sembra più nelle corde della stessa banca centrale che non dispone delle capacità manageriali sufficienti per svolgere al meglio una simile supervisione.

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