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Mediazione delegata, la partecipazione deve essere effettiva

Quando il giudice in corso di causa ordina lo svolgimento della mediazione è richiesta alle parti l’effettiva partecipazione al procedimento; peraltro, la mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione demandato dal giudice oltre a poter incidere, secondo una buona parte della giurisprudenza, sulla stessa procedibilità della domanda, è in ogni caso comportamento valutabile nel merito della causa.
È quanto dispone con l’ordinanza depositata il 30 giugno 2014 il Tribunale di Roma in una controversia relativa a un sinistro stradale nel quale la motocicletta dell’attore si scontra con altra motocicletta che proviene dalla corsia opposta.
L’assicurazione ha già risarcito la metà del danno su base concorsuale e il giudice, riservandosi di disporre una Ctu – con spese provvisoriamente a carico del solo attore il cui pagamento costituirà condizione di procedibilità del mezzo – formula una proposta conciliativa che prevede la compensazione delle spese tra le parti. Il giudice capitolino, seguendo una ormai consolidata prassi dell’ufficio, valutata la sussistenza dei presupposti previsti dalla legge, propone una soluzione ex articolo 185-bis Cpc alla cui mancata adesione fa conseguire contestualmente l’ordine di esperire il procedimento di mediazione (articolo 5, comma 2, Dlgs 28/2010), ma con una innovativa avvertenza dedicata alle parti che mira a rendere effettivo lo svolgimento della mediazione.
Il Tribunale di Roma fornisce ulteriori indicazioni interpretative sulla scorta di tre note ordinanze del tribunale di Firenze che nel marzo scorso hanno affermato con forza l’esigenza di leggere la nuova disciplina seguendo il principio di effettività. La mediazione demandata dal giudice in tanto potrà dirsi esperita correttamente (realizzando quindi la condizione di procedibilità prevista dalla norma) qualora le parti partecipino personalmente (salvo casi eccezionali) e la mediazione si sia svolta effettivamente senza arenarsi durante il primo incontro dopo l’informativa del mediatore a causa della indisponibilità di una o più parti.
I giudici richiamano implicitamente l’orientamento del tribunale fiorentino, limitandosi tuttavia in questa fase preventiva ad avvisare le parti affinché la partecipazione alla mediazione sia «effettiva» ipotizzando – in mancanza – sia una possibile improcedibilità sia, e in ogni caso, la valutabilità del comportamento «nel merito della causa».
Un passaggio interpretativo quindi davvero significativo quello del Tribunale di Roma, in quanto mira a rendere la mediazione delegata non un mero adempimento burocratico destinato a dilazionare ingiustificatamente il processo.

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