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Mediazione con antiriciclaggio

di Benedetto Santacroce

Il professionista, anche nello svolgimento dell'attività di mediazione, deve osservare gli obblighi antiriciclaggio previsti dal decreto legislativo 231/2007, a esclusione solo di quelli di adeguata verifica della clientela e di registrazione. Questa è una delle più importanti specificazioni che si ritrova nell'aggiornamento delle linee guida antiriciclaggio emanate ieri dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Il documento, che costituisce da anni un valido strumento operativo per i professionisti, per rispondere agli obblighi imposti dal decreto 231/2007 affronta con puntualità le novità inserite nelle disposizioni di recente emanazione, tenendo conto anche dei chiarimenti forniti dalle autorità e, in particolare del ministero dell'Economia. Da questo punto di vista risultano molto interessanti i passaggi dedicati all'identificazione del titolare effettivo e alla sua gestione nel fascicolo antiriciclaggio, nonché le riflessioni della categoria sugli obblighi che investono i sindaci non revisori. Un ulteriore passaggio di interesse è la specificazione in relazione alla nuova formulazione dell'articolo 41 del decreto 231/2007, come modificato dal Dl 78/2010, sulle attenzioni che il professionista deve prestare per le operazioni regolate in contanti. L'uso del contante anche al di sotto delle quote previste può essere sempre causa di una segnalazione da proporre alle autorità competenti.

Mediazione

La nuova attività di mediazione non sfugge agli obblighi antiriciclaggio. In particolare, come sottolinea il Consiglio nazionale, l'articolo 10, comma 2, decreto 231/2007 impone ai soggetti che svolgono attività di mediazione l'adempimento degli obblighi antiriciclaggio ad esclusione di quelli indicati nel Titolo II, Capi I e II, del decreto (adeguata verifica e registrazione). L'attenzione, per il professionista che svolge l'attività di mediazione, deve dunque essere focalizzata sugli altri obblighi posti dalla normativa antiriciclaggio: segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio/finanziamento del terrorismo; comunicazione al Mef delle violazioni all'uso del contante; formazione del personale.

Titolare effettivo

Il professionista per osservare gli obblighi di adeguata verifica deve identificare, oltre al cliente, anche il titolare effettivo, vale a dire il soggetto per conto del quale l'operazione o l'attività è realizzata, anche se tale identificazione non deve essere registrata nell'archivio informatico. La specificazione deriva da un recente chiarimento del Mef fatto proprio dal Cndec. In effetti, il Mef ha chiarito che, mancando le disposizioni applicative da emanarsi in base all'articolo 38, comma 7, del decreto 231/2007, trovano applicazione, come specificato nella Nota del 19 dicembre 2007, le disposizioni contenute nel provvedimento 141/2006. Ne deriva che il professionista è comunque tenuto a identificare l'eventuale titolare effettivo e a verificarne l'identità, ma tali informazioni non saranno registrate nell'archivio informatico bensì conservate nel fascicolo (Risposta ufficiale del Mef, 20 maggio 2010, cit.).

 

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