Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mediazione, check-up sulla rettifica

di Rosanna Acierno e Giovanni Parente

Un check-up preventivo per la mediazione. Tipo di rettifica, importo contestato, data di ricevimento: sono gli aspetti che il contribuente deve analizzare per capire se da lunedì prossimo 2 aprile dovrà passare per il reclamo e per la ricerca di accordo con l'agenzia delle Entrate o se, invece, resterà tutto come adesso e potrà presentare l'impugnazione subito in Commissione tributaria. Uno screening fondamentale perché non presentare il reclamo, di fatto, vanificherà ogni altra possibile tutela in sede giurisdizionale. Vediamo allora i dettagli a cui è necessario prestare attenzione, anche alla luce della circolare 9/E della scorsa settimana.
L'identikit dell'atto
In presenza degli altri due requisiti (valore non oltre i 20mila euro e la data di notifica) gli atti di accertamento dovranno passare dalla nuova procedura. Né potrebbe essere diversamente visto che l'intento dichiarato è quello di abbattere il contenzioso in entrata, anche se a differenza di quanto avviene nella giustizia civile la mediazione non si svolgerà davanti a un soggetto terzo ma passerà al vaglio degli uffici legali dell'agenzia delle Entrate che ha emesso l'atto. Inoltre, il reclamo sarà obbligatorio, tra gli altri, anche per gli avvisi di liquidazione, i provvedimenti di irrogazione di sanzioni, i ruoli. Ma non solo. Anche i rifiuti, sia espliciti che taciti dell'amministrazione finanziaria, alle istanze di rimborso di imposte, sanzioni amministrative e interessi saranno sottoposte alla nuova fase di "filtro". Lo stesso discorso vale anche per il rifiuto o la revoca di agevolazioni e per le contestazioni riconducibili all'agenzia delle Entrate ma di cui il contribuente intenda eccepire l'avvenuta notifica.
La posta in gioco
Il reclamo è obbligatorio «per le controversie di valore non superiore a ventimila euro» (come sancisce l'articolo 17-bis del Dlgs 546/1992, introdotto dalla manovra di luglio dello scorso anno). Già ma come si determina il valore? La regola generale è che bisogna considerare l'importo del tributo rettificato dalle Entrate al netto degli interessi e delle sanzioni. In pratica, se il fisco presenta un conto di 20.100 euro con cui contesta una maggiore Irpef per 15mila euro e 5.100 euro di sanzioni e interessi, allora non si può presentare direttamente il ricorso. Se invece l'agenzia delle Entrate pretende solo le sanzioni, è la somma di queste ultime a rappresentare il valore della lite. Così come se un accertamento ricalcola più tributi (ad esempio Irpef, Iva e imposta di registro), bisogna far riferimento al totale: se supera i 20mila euro, non c'è l'obbligo di mediazione. Gli eventuali maggiori contributi previdenziali e assistenziali rimangono, invece, fuori dal calcolo del valore della lite. Ma attenzione perché poi la mediazione non li taglia fuori e il reclamo deve indicare anche i contributi ricalcolati sulla base del reddito imponibile determinato nell'atto.
Anche le perdite e le istanze di rimborso riferite a più periodi d'imposta richiedono attenzione (si vedano gli esempi a lato) così come l'impugnazione cumulativa di più atti di contestazione del fisco (se ad esempio l'Agenzia ricalcola la pretesa per diversi tributi con accertamenti differenti). In questo caso bisognerà guardare al valore caso per caso, così gli avvisi che rientrano nei 20mila euro sono sottoposti a reclamo/redazione mentre gli altri ne sono esclusi.
Il giorno di notifica
Altra variabile non secondaria è il giorno di ricevimento del l'accertamento. Sono suscettibili di reclamo gli atti «notificati a decorrere dal 1° aprile 2012» (articolo 39, comma 11, del Dl 98/2011). Prima di tutto, va precisato che il 1° aprile è domenica e, quindi, di fatto la decorrenza scatta da lunedì 2 aprile. L'aspetto rilevante è che conta la data in cui il contribuente riceve la contestazione del fisco. Quindi se l'ufficio ha spedito via posta l'accertamento, ad esempio, il 29 marzo o anche prima ma il destinatario l'ha ricevuto solo dopo il 2 aprile, non ci sono alternative al reclamo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’esordio di Andrea Orcel come ad di Unicredit, uscita con un utile trimestrale doppio rispetto al...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica, non fa suo il progetto per una rete unica ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un "buco" di 24 miliardi nel decreto "Sostegni ...

Oggi sulla stampa