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Mediazione bergamasca

Bergamo è l’università regina della quarta edizione della «Competizione italiana di mediazione». I suoi studenti della facoltà di Giurisprudenza hanno sbaragliato i colleghi di Bari, Bologna, Camerino, Genova, Milano Bicocca, Milano Bocconi, Milano Cattolica, Milano Statale, Messina, Parma, Pavia 1 e 2, Piacenza, Trento e Verona.
La gara sulla mediazione, organizzata nelle giornate del 18 e 19 febbraio scorso dalla Camera arbitrale di Milano della Camera di commercio milanese con il patrocinio dell’Università statale, ha coinciso con il concludersi del Progetto europeo sulla mediazione delegata Mediation meets judges iniziato a marzo 2014 con l’obiettivo di migliorare il rapporto tra la mediazione delegata dal giudice e il processo civile per accrescere il livello di conoscenza e la sensibilità al tema della magistratura. Ma questa originale competizione tra studenti delle università italiane sul tema della mediazione in tutte le sue forme fa parte della «Festa della mediazione» svoltasi dal 15 al 19 febbraio organizzata dalla Camera arbitrale di Milano. Al secondo posto sono arrivate Trento e Messina, coinvolti 75 studenti, in maggioranza donne per un totale di 43, il 57%. I rispettivi terreni di confronto degli incontri del primo giorno e del giorno dopo, sono stati l’Università Statale e la Camera di commercio di Milano. Ogni università ha partecipato con una squadra chiamata a misurarsi su cinque casi concreti.
Ai tavoli di confronto, si sono seduti due team di squadre, ognuno composto da due studenti: uno nel ruolo di parte e l’altro del suo avvocato, ad assisterli un mediatore professionista chiamato a condurre e accompagnare la mediazione e altri due mediatori che in veste di valutatori hanno assegnato dei punteggi in base all’uso che le squadre facevano del mediatore, alla collaborazione parte- avvocato e in base all’esplorazione degli interessi e dei bisogni di parte e controparte ognuna impegnata a far riconoscere il proprio punto di vista. Alla fine dell’incontro è seguito un commento da parte dei giudici e il secondo giorno a ogni squadra è stato riconosciuto un punteggio sulla base del quale è stato decretato il vincitore: l’università con il più alto numero di punteggi di squadra, nel caso Bergamo, si è aggiudicata il primo posto. Gli incontri, della durata di 85 minuti, non sono stati solo a carattere commerciale ma anche una questione medica e una vacanza rovinata. Entusiasta Camilla Desuò, selezionata per partecipare alla gara tra una trentina di studenti di un corso sulla mediazione all’Università Statale di Milano con altri tre compagni di studi. Al telefono con ItaliaOggi, ci dice subito che Per lei ciò che più è contato, sono stati soprattutto gli ultimi due mesi di preparazione alla due giorni di gare: «Seguiti da un coach, un avvocato esperto in mediazione, abbiamo potuto capire cosa significa mediare: studiando sui libri dei padri americani fondatori dell’istituto, abbiamo affrontato il caso cominciando dalla gestione del conflitto personale e dalle emozioni per saperle riconoscere e sapersi orientare tra le dinamiche che influenzano l’agire delle parti e influiscono sul raggiungimento di un accordo». E veniamo ai confortanti dati meneghini sulla giustizia alternativa: secondo i dati della Camera arbitrale di Milano, nel capoluogo lombardo si raggiunge un accordo ogni tre giorni.

Nell’81% dei casi i procedimenti provengono dalla mediazione obbligatoria e nel 61% è coinvolto almeno un consumatore. I temi principali sono i contratti bancari, condomini, locazioni e contratti assicurativi e finanziari ma anche responsabilità medica, diritti reali e successioni. In oltre il 70% dei casi, se due parti si siedono davanti a un mediatore riescono a raggiungere un accordo.

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