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Mediazione avanti molto piano

Mediazione in cerca di identità. Secondo i dati del ministero della Giustizia riferiti ai primi nove mesi del 2014 nei tribunali arrivano meno cause civili per le quali è obbligatorio tentare in via preventiva di far pace davanti ai mediatori. C’è da pensare che il filtro stia dunque iniziando a funzionare. Il numero degli accordi è però – come si legge nelle relazioni di apertura dell’anno giudiziario nelle Corti di appello – basso: appena il 10 per cento. Nel 60% dei casi le parti neanche si presentano davanti al mediatore. La strada, dunque, è ancora lunga.

La mediazione prova a diventare adulta. L?età della maturità dello strumento introdotto per deflazionare le cause civili è ancora di là da venire, ma alcuni segnali sembrano incoraggianti. A partire dal fatto che il contenzioso oggetto della mediazione arrivato in tribunale ha subìto – secondo i dati più aggiornati elaborati dal ministero della Giustizia e riferiti ai primi nove mesi del 2014 – una flessione rispetto all?anno prima di circa il 21 per cento. «Dobbiamo tener conto – spiega Fabio Bartolomeo, direttore dell?Ufficio di statistica di via Arenula – che tutte le cause civili hanno avuto nel periodo del 2014 preso in considerazione un calo, che è però calcolabile in poco più del 2% ed è ascrivibile alla crisi economica. Andare in giudizio, infatti, costa e i soldi a disposizione dei potenziali ricorrenti sono diminuiti. Allo stesso tempo si deve rilevare come la flessione dei fascicoli in materie che ricadono sotto la mediazione sia più significativa. Contrazione che può essere ascritta anche al nuovo strumento stragiudiziale».
La cautela è, però, d?obbligo. Prima di gridare all?auspicabile successo della mediazione occorre aspettare dati più strutturati. Anche perché il bilancio tracciato dai presidenti delle Corti di appello nelle relazioni di apertura dell?anno giudiziario è tutt?altro che confortante, per quanto riferito a un periodo – dal 1° luglio 2013 al 30 giugno 2014 – diverso da quello preso in esame negli ultimi dati della Giustizia.
La fotografia delle Corti di appello ha, però, diversi elementi peculiari. Intanto, i freddi numeri sono accompagnati da una lettura da parte degli addetti ai lavori che stanno direttamente sul territorio. In secondo luogo, rappresentano il bilancio del primo anno di vita del filtro stragiudiziale. Infatti, sebbene la mediazione – nata nel 2010 con il decreto legislativo 28/2010 – sia diventata operativa a marzo del 2012, ha però dovuto subire uno stop dopo la sentenza della Corte costituzionale (la n. 272 di quello stesso anno) che ne ha dichiarato l?incostituzionalità. Soltanto con il decreto legge del Fare (Dl 69/2013) il sistema è ripartito a settembre di due anni fa. Dunque, se si considera la pausa estiva, il periodo preso in esame dai presidenti di Corte di appello corrisponde al primo compleanno della mediazione.
Ebbene, i giudizi non sono lusinghieri. Partendo da Milano e scendendo lungo la Penisola per arrivare fino alla Sicilia e alla Sardegna, i giudici valutano modesti i risultati dello strumento deflattivo. L?effetto del filtro che deve servire per arginare le cause in tribunale non è stato apprezzabile. Infatti, le liti che si sono composte senza dover arrivare fino al giudice rappresentano una percentuale minima (mediamente il 10%) di quelle discusse dai mediatori. Nel 30% dei casi, invece, l?accordo non è stato trovato. Ma ciò che più dà da riflettere è che la gran parte delle cause (circa il 60%) si sia chiusa senza un confronto, perché una o entrambe le parti non si sono presentate. A quel punto – visto che la condizione per poter portare il contenzioso in tribunale è che il tentativo di mediazione venga comunque esperito – buona parte di quei fascicoli (sia quelli in cui le parti sono rimaste latitanti, sia gli altri dove non c?è stato accordo) hanno iniziato il lungo e tortuoso iter di una normale causa civile, andando ad aggiungersi ai milioni di ricorsi che appesantiscono la giustizia.
È pur vero che su queste rilevazioni pesa la novità del sistema e la mancanza di una cultura della mediazione da parte dei litiganti. C?è poi da considerare, come sottolinea Leonardo D?Urso, precursore con Adr center della mediazione in Italia, che le materie oggetto di composizione stragiudiziale obbligatoria rappresentano solo il 7% dell?intero contenzioso civile: circa 200mila cause contro 2,7 milioni. «Inoltre – aggiunge D?Urso ricordando i dati riferiti ai primi nove mesi del 2014 – i primi segni che il filtro stia iniziando a funzionare ci sono tutti».
Forse, per capire veramente se il meccanismo può alleviare il lavoro dei tribunali e in quale misura, servirebbe allargare il ventaglio delle cause oggetto di pace ?preventiva?. Una ?prova del nove? che – come si legge nelle relazioni di apertura dell?anno giudiziario – sono gli stessi giudici a chiedere.

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