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Mediazione ancora senza appeal

di Donatella C. Marino  

Due mesi dopo, tre argomenti sul tavolo: la scarsa affluenza, l'assistenza obbligatoria degli avvocati e, per contro, il buon tasso di successi di chi partecipa. Il dato più appariscente è infatti la poca partecipazione, posto che le mancate comparizioni sono oltre il 60%.

Significa che la maggior parte dei soggetti chiamati dalla controparte a conciliare davanti all'apposito mediatore negli scorsi due mesi non si è presentato, comportando l'esaurimento infruttuoso della procedura conciliativa.

Con aggravio di tempi e costi. Per contro, tra coloro che ci hanno creduto e ci hanno quindi provato, il procedimento conciliativo ha registrato un discreto successo e oltre il 70% è tornata a casa con una soluzione in mano.

Terzo punto, la posizione degli avvocati, perplessi sin dalla genesi della normativa.

Questi i principali punti emersi al Convegno tenutosi il 7 giugno al Palazzo di giustizia di Milano, oggetto «Chi ha paura della conciliazione?» . Tra i presenti, relatori e pubblico, c'erano avvocati, magistrati, politici e tecnici, ciascuno portatore della propria opinione, tanto da causare una breve ma sintomatica bagarre in aula. Da una parte, il ministero di giustizia rappresentato da Augusta Iannini, capo dell'Ufficio legislativo. Soddisfatta dal dato che riporta il successo delle conciliazioni andate in porto, ha sottolineato anche il recente riconoscimento ottenuto a livello europeo su questa innovatrice normativa, prima e unica e in Europa.

Ha però lamentato il problema dell'ancora decisamente scarsa partecipazione dei chiamati a conciliare, addebitandolo all'inadeguata informazione e riproponendosi di stimolare efficacemente sul punto i due canali, media e avvocati, preposti alla diffusione delle corrette caratteristiche dello strumento.

Sul fronte opposto, le preoccupazioni dei legali, rinnovate dall'avv. Paolo Giuggioli, presidente dell'Ordine di Milano, a nome dell'intera categoria, già oggetto dell'ormai nota ipotesi di illegittimità costituzionale in attesa, a breve, di definizione.

Ribadite le consuete richieste degli avvocati: maggiore coinvolgimento dei legali e migliore preparazione dei conciliatori.

E proprio ai legali la Iannini ha proposto il recente problema delle tariffe, libere per gli avvocati e fisse per i mediatori: come può un'avvocato, incaricato in una mediazione obbligatoria, essere pagato più di un mediatore? Ed è proprio qui che hanno reagito alcuni avvocati presenti al Convegno. Non è stata data risposta alla domanda, ma anche questo problema è adesso ben evidente sul tavolo.

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