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Mediazione, accoglimento a metà

Quasi la metà delle istanze di reclamo mediazione tributaria presentate presso gli uffici delle Entrate ha trovano un accoglimento totale o parziale. Significativi anche i numeri relativi alle istanze presentate agli uffici territoriali. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, mediamente soltanto un quarto delle istanze di reclamo sfocia nel contenzioso tributario mentre per un altro quarto di istanze viene avviata la procedura di mediazione fra l’ufficio e il contribuente. Dopo pochi mesi dal suo debutto la mediazione tributaria sembra dunque destinata a svolgere quel ruolo di istituto deflattivo del contenzioso tributario che costituisce una delle priorità delle strutture dedicate dell’Agenzia delle entrate chiamate a esaminare le istanze di reclamo. Mediazione tributaria che grazie al suo carattere facoltativo, l’obbligo riguarda infatti solo la presentazione dell’istanza di reclamo mentre la formulazione di una proposta di conciliazione è solo eventuale, dovrebbe evitargli quelle censure di incostituzionalità recentemente formulate dalla Consulta per la conciliazione in sede processuale civile. Tornando ai primi responsi delle istanze di reclamo e mediazione presentate dai contribuenti nei confronti degli atti di valore non superiore ai 20 mila euro emessi dall’Agenzia delle entrate e notificati a far data dal 1° aprile scorso, quelle da ritenere inammissibili si attestano su valori percentuali minimi. Per i «respingimenti»”, che secondo quanto risulta da ItaliaOggi costituiscono non più del 5% delle istanze presentate, le cause degli stessi sono essenzialmente riconducibili all’errata predisposizione dell’istanza, dovuta probabilmente alla difficoltà iniziale di recepire esattamente il funzionamento della nuova procedura. In genere, le istanze ritenute inammissibili dagli uffici si caratterizzano per essere ricorsi veri e propri presentati senza la relativa domanda di reclamo o, al contrario, istanze di reclamo alle quali non risulta invece accluso il ricorso.

Decisamente ottime anche le performances che stanno ottenendo gli uffici legali periferici incaricati di istruire le istanze di mediazione: le istanze istruite con il relativo esito notificato al contribuente prima dello scadere dei fatidici 90 giorni si attesterebbero infatti su percentuali superiori al 90% dei casi. Se tali dati verranno confermati e ufficializzati significa che le strutture delle Entrate hanno centrato, perlomeno in questa prima fase applicativa della mediazione, l’indicatore soglia del 90% fissato come obiettivo di budget 2012 nella circolare n. 22/e dell’11 giugno scorso in materia di programmazione e gestione della mediazione e del contenzioso.

Si tratta indubbiamente di risultati incoraggianti che testimoniano come la nuova procedura finalizzata a evitare il contenzioso per le liti minori (di importo fino a 20 mila euro) stia riscontrando un notevole successo.

Se anche i dati relativi alle percentuali di accoglimento dei reclami e delle chiusure delle vertenze tramite la mediazione verranno confermati dall’Agenzia delle entrate si potrà veramente affermare che tali nuovi istituti consentono quella deflazione del contenzioso tributario attuata nella fase amministrativa in epoca precedente alla eventuale instaurazione del giudizio. In effetti il reclamo e la mediazione consentono di ottenere gli stessi effetti dell’autotutela, ossia il riesame critico dell’atto amministrativo da parte dell’ufficio, garantendo al contrario di quest’ultimo, l’interruzione dei termini per costituirsi in giudizio. In questo modo il contribuente e l’ufficio hanno più tempo per poter definire la controversia amministrativa valutando anche la circostanza relativa all’impossibilità di poter successivamente disporre della conciliazione giudiziale e del rischio di aggravio delle spese del giudizio per la parte soccombente. Altri elementi che giocano in favore del reclamo e della mediazione sono la flessibilità e la mancanza di ritualità che caratterizzano i nuovi istituti. Una volta che l’istanza è giunta presso gli uffici legali delle Agenzie delle entrate, le strutture diverse e autonome incaricate di curare l’istruttoria degli atti reclamabili potranno muoversi contattando il contribuente o il suo difensore abilitato utilizzando anche gli strumenti irrituali quali il telefono, il fax, la posta elettronica. In questo modo è possibile interloquire rapidamente con la controparte, scambiarsi informazioni e chiarimenti ulteriori o decidere di attivare un contraddittorio finalizzato alla definizione della controversia. L’obiettivo prioritario per gli uffici dell’Agenzia delle entrate è la deflazione del contenzioso tributario per cui in tutte quelle situazioni nelle quali l’istanza del contribuente contiene margini per una definizione della lite è interesse comune giocare tutte le carte possibili per arrivare a tale risultato.

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