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Mediatori pure i non iscritti

L’avvocato può fare il mediatore, anche senza essere iscritto a un organismo di mediazione. È quanto desumibile dal decreto-legge cosiddetto del «fare», 69, del 2013, convertito in legge 98 del 2013, che ha riscritto le norme sulla mediazione civile e commerciale, modificando e integrando il decreto legislativo 28/2010.

In particolare l’articolo 16 del decreto legislativo, dopo le modifiche, prevede che gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori.

Questo significa che gli avvocati per il solo fatto di essere iscritti a un albo sono legittimati a prestare l’attività di mediatore, senza necessità di uno specifico percorso formativo per l’accesso allo svolgimento di tale servizio.

Le competenze del legale relative alla transazione e alla conciliazione delle controversie, infatti, possono ritenersi acquisite nel percorso formativo e professionale dell’avvocato.

Il legale, tra l’altro, è chiamato a verificare le opzioni conciliative e transattive anche all’interno della procedura ordinaria e nell’ambito della attività stragiudiziale.

Il decreto del fare, dopo avere assegnato all’avvocato il ruolo automatico di conciliatore, aggiunge, poi, che gli avvocati iscritti ad organismi di mediazione devono essere adeguatamente formati in materia di mediazione e mantenere la propria preparazione con percorsi di aggiornamento teorico-pratici a cio finalizzati, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 55-bis del codice deontologico forense.

Non è ben chiaro se la disposizione possa essere letta nel senso di distinguere avvocati «iscritti» a organismi di mediazione, rispetto ad avvocati «non iscritti» agli stessi.

Nei dossier dei lavori parlamentari, non a caso, si sottolinea l’ambiguità della disposizione, sottolineando potrebbe essere ritenuto opportuno chiarire se l’avvocato possa svolgere la funzione di mediatore esclusivamente attraverso «l’iscrizione a organismi di mediazione» ovvero anche autonomamente. Tra l’altro gli stessi lavori parlamentari evidenziano l’improprietà linguistica del testo: si segnala, in fatti, che l’iscrizione e l’atto che deve compiere l’organismo di mediazione per essere inserito nell’apposito registro tenuto dal Ministero, che abilita alla mediazione; nel caso specifico, invece, il termine pare essere usato per indicare un professionista che chiede di poter svolgere la funzione di mediatore all’interno di un organismo gia costituito.

Ovviamente nel caso in cui prevalesse l’impostazione che consente all’avvocato, che non fa parte di un organismo di mediazione, di svolgere l’attività di mediazione, occorrerebbe una regolamentazione attuativa del procedimento (dalla domanda ai verbali all’esito del procedimento).

In ogni caso l’avvocato mediatore deve rispettare l’articolo 55-bis del codice deontologico di categoria. In base a questa norma l’avvocato non deve assumere la funzione di mediatore in difetto di adeguata competenza.

Inoltre, a scanso di possibili conflitti di interessi, non può assumere la funzione di mediatore l’avvocato: che abbia in corso o abbia avuto negli ultimi due anni rapporti professionali con una delle parti; quando una delle parti sia assistita o sia stata assistita negli ultimi due anni da professionista di lui socio o con lui associato ovvero che eserciti negli stessi locali.

In ogni caso costituisce condizione ostativa all’assunzione dell’incarico di mediatore la ricorrenza di una delle ipotesi di incompatibilità all’attività di arbitro (articolo 815, primo comma, del codice di procedura civile).

Inoltre l’avvocato che ha svolto l’incarico di mediatore non può intrattenere rapporti professionali con una delle parti: se non siano decorsi almeno due anni dalla definizione del procedimento; se l’oggetto dell’attività non sia diverso da quello del procedimento stesso.

Il divieto si estende ai professionisti soci, associati ovvero che esercitino negli stessi locali.

Infine è fatto divieto all’avvocato consentire che l’organismo di mediazione abbia sede, a qualsiasi titolo, presso il suo studio o che quest’ultimo abbia sede presso l’organismo di mediazione.

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