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Mediatori per consumatori

di Marzia Paolucci 

Venti giorni al massimo tra il deposito della domanda e la fissazione dell'incontro di mediazione, quattro mesi per la durata totale del procedimento e verbale di conciliazione come titolo esecutivo per avere il valore di una sentenza.

Mediazione e consumerismo stringono un patto a Firenze teso a dare maggiore riconoscimento ai diritti del consumatore: lo stabilisce il protocollo di intesa firmato il 23 giugno scorso da più associazioni di consumatori con la Camera di commercio.

Il passo in avanti nel riconoscimento dei diritti del consumatore è avvenuto con la sottoscrizione del Protocollo tra Camera di commercio, Industria artigianato e agricoltura di Firenze, Centro tecnico per il consumo e l'Acu, Adiconsum, Adusbef, Assoutenti, Confconsumatori, Movimento consumatori, come associazioni dei consumatori prime firmatarie.

La collaborazione sottoscritta in data 23 giugno 2011 intende promuovere attraverso la realizzazione di iniziative l'utilizzo degli istituti stragiudiziali Adr – alternative dispute resolution per la soluzione delle controversie alla luce del dlgs 4 marzo 2010, n. 28 e del dm 18 ottobre 2010, n. 180 che istituiscono il nuovo istituto della mediazione e conciliazione. Si tratta di un protocollo di intesa con cui le associazioni dei consumatori firmatarie e la Cciaa di Firenze si impegnano congiuntamente a favorire la mediazione/conciliazione quale strumento per la risoluzione delle controversie tra consumatore e imprese.

In tal senso la Camera di commercio di Firenze, al fine di favorire un servizio sempre più utile e conveniente al cittadino, stabilisce che per le liti fino a 10 mila saranno applicate le indennità minime dello scaglione pubblicate sul sito www.fi.camcom.it. dalla stessa Cciaa. L'intenzione è quella di rendere prioritaria la mediazione nei rapporti tra consumatori e imprese e tra impresa e impresa in modo che siano proprio le Associazioni di tutela dei diritti dei consumatori e le Associazioni di categoria a stimolare il ricorso allo strumento. E fino al 31 dicembre 2011, la Camera di commercio applica agli associati delle Organizzazioni firmatarie dei protocolli, il minimo tariffario consentito dal decreto 180, limitatamente alle controversie fino a 10 mila euro per i consumatori e fino a 50 mila euro per le imprese. Inoltre il Centro tecnico per il consumo, attraverso il ruolo di coordinamento delle Associazioni socie firmatarie, promuoverà il servizio di conciliazione camerale con ulteriori iniziative di informazione, formazione, ed educazione consapevole contribuendo non solo a favorire la composizione delle liti quando siano già sorte ma soprattutto a tutelare i diritti dei cittadini per orientarli a scelte consapevoli e per rendere più trasparente il funzionamento del mercato sia per l'acquisto di beni che di servizi. Qualora poi non venga raggiunto un accordo, il giudice, in un eventuale successivo giudizio, può tenere conto delle posizioni comunque assunte dalle parti nel corso del tentativo di mediazione ai fini dei termini di prescrizione, la domanda di mediazione viene equiparata alla domanda giudiziale. Ma quanto è efficace l'azione delle Camere di commercio nell'istituto? Secondo i dati di Unioncamere diffusi nei primi due mesi di operatività della legge, le 105 Camere di commercio hanno ricevuto oltre 5 mila richieste di conciliazione. Le 75 Camere già iscritte al Registro degli organismi di mediazione del Ministero della giustizia ne hanno gestite quasi 4 mila, il 76% delle quali in materie per cui è ora prevista l'obbligatorietà. In tutto i procedimenti già definiti risultano essere 1.633 pari al 43% delle mediazioni depositate presso gli Organismi camerali riconosciuti, e nel 20% dei casi si è raggiunto un accordo soddisfacente per entrambe le parti.

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