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Mediaset, la grande sfida

Vivendi prosegue nella sua scalata a Mediaset e in tre giorni sale al 20% del gruppo di Cologno, Silvio Berlusconi torna a fare l’imprenditore per ribadire la volontà della sua famiglia di difendere l’azienda dalle incursioni ostili dei francesi e la Procura di Milano apre un fascicolo per violazioni del Tuf (il testo unico della finanza), decisa a indagare se il colosso d’Oltralpe tra annunci, smentite e acquisti abbia manipolato il mercato, così come denunciato ieri da Fininvest. «L’acquisto di azioni Mediaset da parte di Vivendi, non concordato preventivamente con Fininvest, non può essere considerato altro che un’operazione ostile – spiega Silvio Berlusconi – Quanto a noi, c’è la compattezza più assoluta della mia famiglia su un punto molto preciso: non abbiamo alcuna intenzione di lasciare che qualcuno provi a ridimensionare il nostro ruolo di imprenditori. Per questo abbiamo aumentato la nostra partecipazione e continueremo a farlo nei limiti di legge». Anche ieri Fininvest ha infatti rastrellato azioni salendo al 38,26% di Mediaset (che peraltro ha in pancia il 3,79% del proprio capitale). Ma ieri sul mercato, fonti finanziare riferivano che tra banche e amici dei Berlusconi, ci sarebbero altri pacchetti vicini al 5% pronti a fare muro contro l’assalto del finanziere bretone Vincent Bolloré. «Vivendi ha avuto l’opportunità, con l’accordo strategico di aprile – ha aggiunto Berlusconi – di avviare con Mediaset una collaborazione che si preannunciava proficua per entrambi. Purtroppo, questo accordo è stato disconosciuto da Vivendi nei modi e con le conseguenze anche giudiziarie che sono note». In proposito, Mediaset che ha citato in tribunale i francesi, potrebbe riformulare la sua richiesta, perché al di là del risarcimento milionario, ora è da escludere la possibilità di chiedere l’esecuzione del vecchio contratto di aprile, affidando ai francesi il 100% di Premium. Intanto mentre la Consob indaga su come Vivendi sia riuscita in 3 giorni a eludere le norme e mettere insieme pacchetti pari al 20%, ieri il procuratore capo di Milano, Francesco Greco, ha aperto l’inchiesta, affidata all’aggiunto Fabio De Pasquale, e ai due sostituti, Giordano Baggio e Stefano Civardi. Al momento, il fascicolo è iscritto a modello 44, ovvero fino a ieri sera, non risultavano ancora indagati. Ma la denuncia presentata da Fininvest solo 24 ore prima, non è stata sottovalutata. Nell’esposto, lo studio legale di Fininvest insieme al fidato consigliere dell’ex Cavaliere, Niccolò Ghedini, accusa il gruppo presieduto da Bolloré, di aver speculato sul titolo Mediaset, per tentare una scalata ostile. La rottura dell’accordo e il discredito sullo stato di salute di Premium, avrebbero provocato un calo del titolo Mediaset calcolato intorno al 20%. Ma ora il timore più grande di Fininvest è che Bolloré possa salire ancora fino al 24,9% di Mediaset e promuovere un’Opa puntando a raggiungere un terzo della società. Operazione che bloccherebbe la gestione delle tv di Cologno, imponendo ai Berlusconi di trovare un accordo con i francesi.

Sara Bennewitz  Emilio Randacio

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