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Mediaset-Vivendi, resa dei conti spostata a gennaio

Fra Mediaset e Vivendi resa dei conti posticipata a gennaio. Almeno questo è il timing deciso dal Tribunale di Milano, con la giudice Elena Riva Crugnola che, accogliendo l’istanza di Mediaset, ha rinviato al 21 gennaio l’udienza per discutere il ricorso con cui Vivendi chiede di annullare la delibera con cui il gruppo di Cologno lo scorso 4 settembre ha dato vita a MediaForEurope (Mfe): la holding olandese destinata, nelle intenzioni di Mediaset, a fare da polo tv di rilevanza europea.

Un rinvio, dunque, che scavalla l’assemblea straordinaria fissata da Mediaset per il 10 gennaio. In quella data i soci Mediaset saranno chiamati a esprimersi (serve la maggioranza dei due terzi) sulla revisione di punti considerati “anti-Vivendi” nello statuto di Mfe, contenuti nell’articolo 42 (obblighi degli azionisti) che impedisce agli azionisti con contenziosi con la società di esercitare i propri diritti – con adeguamento conseguente dell’articolo 13.7 (anche qui requisiti dell’azionista sulle azioni a voto speciale) – e nell’articolo 43 (qui la misura correttiva sarebbe l’eliminazione della soglia dell’Opa al 25% per riportarla al 30%).

Modifiche, queste, che i legali dei francesi davanti alla giudice Riva Crugnola hanno comunque definito insufficienti a sanare «l’abusività della delibera impugnata». L’indice è in questo caso puntato anche su un voto multiplo previsto in Mfe, ma ritenuto eccessivo per la legislazione olandese e sulla composizione del Cda decisa a priori. Fra le argomentazioni è stata citata anche la pronuncia della Corte europea (attesa in primavera) relativa al Tusmar e all’articolo che, vietando la contemporanea presenza rilevante in Telecom e Mediaset, ha portato Vivendi a parcheggiare in Simon Fiduciaria la quota della partecipazione (28,8% quella totale dei francesi) eccedente il 10 per cento.

Mediaset e Fininvest dal canto loro, hanno contestato i punti di accusa dei legali dei francesi, chiedendo che la giudice si riservasse la valutazione cautelare all’esito dell’assemblea straordinaria del 10 gennaio. E così in effetti ha poi deciso la giudice nel corso di un’udienza alla quale erano presenti gli avvocati Scassellati Sforzolini, Emanuele, Gesualdi, Rainelli e Argeri. Per Simon Fiduciaria gli avvocati Castellani, Curtò e Callini. Per Mediaset gli avvocati Erede, De Nova, Domenichini, Roberti, Salvaneschi, Bellitti, Gambirasio e Dubini. Per Fininvest gli avvocati Di Porto, Baldaccini e Pericoli. Per Mediaset era anche presente Pasquale Straziota. Un nutrito schieramento di legali di vari studi, da BonelliErede a Cleary Gottlieb a Freshfields, per un’udienza che, comunque, rappresenta un passaggio chiave nella vicenda, nell’attesa di capire lo sviluppo dei ricorsi in Spagna (dove il giudice ha invece sospeso la delibera) e in Olanda.

In Italia la delibera resta intanto sospesa fino all’esito dell’assemblea e all’udienza del 21 gennaio. Una decisione che, pur accogliendo le istanze di Mediaset, è «accolta favorevolmente da Vivendi» ha dichiarato un portavoce dei francesi, ma con velenosa chiosa finale: «Dal momento che la Corte a giudicato rilevate il risultato dell’assemblea di Mediaset del 10 gennaio, Mediaset dovrà pensare molto attentamente prima di decidere di escludere Simon Fiduciaria dal voto». Su quest’ultimo punto – su cui si capisce che faranno leva i legali francesi anche dopo l’assemblea – deciderà il Cda Mediaset. Ma il niet è da dare per scontato visti i precedenti, con esclusioni a passate assemblee legate anche a due pronunce cautelari favorevoli.

Di certo, la palla spostata a gennaio lascia tempo anche alle diplomazie che non avrebbero smesso di parlarsi per una possibile intesa. Secondo indiscrezioni di mercato in partita sarebbero entrate anche realtà come Intesa (per Cologno) e Rothschild (per Vivendi).

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