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Mediaset-Vivendi, pace è fatta Francesi in uscita, sì all’Olanda

L’accordo fra Mediaset e Vivendi alla fine è arrivato. Ci sono voluti cinque anni puntellati da scontri nei tribunali di mezza Europa e un progetto internazionale di Mediaset (Mfe) sacrificato sull’altare giudiziario. Ma alla fine quell’intesa più volte accarezzata e più volte saltata all’ultimo minuto, è stata messa nero su bianco. Faticosamente – come testimonia anche l’orario di uscita del comunicato congiunto arrivato alle 21.15 – Mediaset e Vivendi hanno deciso di sotterrare l’ascia di guerra, dopo cinque anni di durissimo corpo a corpo, con un ultimo round portato avanti da Luca Fossati dello studio Chiomenti (per Fininvest) e Giuseppe Scassellati Sforzolini di Cleary Gottlieb (per Vivendi).

«Fininvest, Mediaset e Vivendi sono lieti di annunciare di aver raggiunto un accordo globale per mettere fine alle loro controversie rinunciando reciprocamente a tutte le cause e denunce pendenti». Eccolo l’incipit della nota congiunta che mettendo la parola fine agli scontri – iniziati nel 2016, al momento del “gran rifiuto” dei francesi sull’acquisto della piattaforma Premium ritenuta un vaso di Pandora pieno di sorprese negative nei conti – delinea una convivenza per i prossimi cinque anni fra il Biscione e una Vivendi che «favorirà lo sviluppo internazionale di Mediaset votando a favore dell’abolizione del meccanismo del voto maggiorato e del trasferimento della sede legale di Mediaset in Olanda». Mediaset e Vivendi, si legge ancora, «hanno inoltre stipulato accordi di buon vicinato nella televisione free-to-air e di standstill della durata di cinque anni».

Insomma, niente sorprese sull’acquisto di azioni da parte del socio francese per questo periodo, e anzi «Vivendi ha preso l’impegno di vendere sul mercato l’intera quota del 19,19% di Mediaset detenuta da Simon Fiduciaria in un periodo di cinque anni». Nel dettaglio, «un quinto della quota sarà venduto ogni anno a partire dalla data di chiusura a un prezzo minimo di 2,75 euro nell’anno 1; 2,80 nell’anno 2; 2,90 nell’anno 3; 3 nell’anno 4 e 3,10 nell’anno 5». In questo quadro Vivendi «avrà il diritto di vendere l’intera quota in qualsiasi momento qualora il prezzo del titolo Mediaset raggiungesse 3,20 euro».

Alla chiusura del cerchio si arriverà con la distribuzione di un dividendo straordinario di 30 centesimi per azione «in pagamento il 21 luglio 2021». Facendo due conti l’ammontare sarà di 350 milioni e comporterà un incasso superiore ai 100 milioni per l’azionista francese. Il dividendo straordinario sarà proposto nel corso dell’assemblea prevista il 23 giugno 2021 con Fininvest e Vivendi che «si sono obbligate a votare a favore di tale deliberazione».

Il closing dell’accordo è previsto il 22 luglio. E in quella data Fininvest acquisterà direttamente da Vivendi il 5% del capitale sociale di Mediaset, «al prezzo di 2,70 euro per azione, dopo lo stacco del dividendo». Il che vorrà dire altri 150 milioni per Vivendi. La media company che fa capo a Vincent Bolloré «rimarrà azionista di Mediaset con la quota residua del 4,61% e sarà libera di mantenere o vendere tale partecipazione in qualsiasi momento e a qualsiasi prezzo». Fininvest ha già una quota di diritti di voto superiore a quella che farebbe scattare l’obbligo di Opa incrementale.

Pace fatta, dunque, mettendo come detto una pietra sopra ai contenziosi pendenti fra le parti. L’accordo è quindi tombale, comprensivo del contenzioso civile – con Mediaset – che rinuncerà all’appello sui danni, comportando anche un depotenziamento delle accuse in sede penale – e comprensivo anche delle cause per la violazione del copyright intentate da Cologno contro Dailymotion, società controllata dai francesi. In questo quadro Dailymotion «ha concordato di effettuare un pagamento di 26,3 milioni di euro per la definizione del contezioso relativo al copyright con Rti e Medusa, del Gruppo Mediaset».

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