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Mediaset-Vivendi, l’idea di Bolloré

Una partecipazione di peso di Vivendi a Fininvest per uscire dall’attuale impasse e cercare di trattare su un futuro in cui Mediaset possa essere parte di un gruppo media paneuropeo voluto da Vincent Bolloré. È l’indiscrezione lanciata ieri dall’agenzia Bloomberg che ha parlato di proposta ancora non formalizzata.

La notizia però è servita a infiammare nuovamente la Borsa sul titolo del Biscione che ha chiuso a 4,362 euro con un progresso del 5,87%. Fininvest, dal canto suo, con una nota ha fatto sapere «di non aver ricevuto alcuna proposta e che non esistono né mai sono esistite negoziazioni con Vivendi».

In ogni caso se mai l’indiscrezione si avvererà, si tornerebbe a quanto già Vivendi ha proposto questa estate, dopo aver fatto dietrofront sul contratto di acquisizione di Premium: non più l’acquisto del 100% della pay tv, ma solo una partecipazione del 20% a cui si sarebbe aggiunto un 15% di Mediaset. Nel frattempo molte cose sono cambiate dal momento che Vivendi grazie a una serie di acquisti lo scorso 22 dicembre è arrivata a detenere una quota pari al 28,8% del capitale sociale e al 29,94% dei diritti di voto del Biscione, mentre Fininvest può contare sul 39,77% del capitale votante, ma è convinta di avere alleati sufficienti a raggiungere uno sbarramento al 52% nel caso in cui da Parigi dovesse partire l’offensiva finale, ossia la convocazione di un’assemblea per l’ingresso in cda o un cambio nella governance della tv.

I termini della probabile nuova proposta non si conoscono. Si potrebbe trattare di uno scambio azionario o altra forma, ma lo schema, comunque, dovrebbe scongiurare l’obbligo di lanciare un’opa su Mediaset che a cascata obbligherebbe all’acquisto delle minoranze anche in Mediaset Espana e Ei Towers, per un totale di 7 miliardi di euro.

I fronti da cui potrebbero arrivare novità sono quindi diversi. La mossa dei francesi da una parte, le autorità italiane dall’altra. Oggi si riunirà il consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a cui Mediaset si è rivolta con un esposto per la violazione da parte di Vivendi dell’articolo 43 comma 11 del Testo unico dei servizi media audiovisivi e radiofonici, quello che regola le posizioni dominanti nel mercato delle comunicazioni. Nell’ordine del giorno non si parla della vicenda, perché i consiglieri riceveranno semplicemente un’informativa. L’istruttoria degli uffici dell’Agcom, infatti, richiederà i suoi tempi e solo alla fine il consiglio potrà esprimersi. Si tratta di un minimo di 60 giorni, un percorso non accelerabile pena il ricorso al Tar da parte di Vivendi. A breve, però, dovrebbero partire le audizioni anche all’Agcom, dopo che la Consob ha già sentito i due attori.

I pm del tribunale di Milano, invece, hanno sentito Tarak Ben Ammar, l’imprenditore franco-tunisino vicino sia a Mediaset che a Bolloré (è nel consiglio di amministrazione di Vivendi) e secondo indiscrezioni Ben Ammar dovrebbe essere risentito a breve sulla vicenda come persona informata dei fatti.

Andrea Secchi

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