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Mediaset-Vivendi, la Borsa crede alla pace

Le ipotesi di accordo tra Mediaset e Vivendi scatenano la speculazione a Piazza Affari. Ieri i titoli del Biscione hanno chiuso in rialzo di oltre l’8% con volumi cinque volte superiori alla media. Ad alimentare le scommesse sono state le voci circolate nel fine settimana di una ripresa dei contatti tra dei due gruppi, che avevano rotto dopo il passo indietro di Vivendi su Mediaset Premium scatenando una battaglia legale. Nelle sale operative, tuttavia, non escludono che ad amplificare il movimento possano essere state anche vendite «allo scoperto» da parte di chi si è fatto prestare i titoli.

A sentire la parti coinvolte non sembrano tuttavia emergere particolari novità. In realtà i legali di Mediaset e Vivendi hanno sempre tenuto i contatti, anche attraverso il coordinamento di un «perito» indicato dal Tribunale, per tentare entro il 19 dicembre di trovare un accordo transattivo, come richiesto dal giudice Vincenzo Perozziello in base alla legge. Fonti vicine alle trattative ritengono che la strada sia «in salita», anche se ci sarebbe la volontà di trovare una soluzione. Manca però una nuova proposta da parte di Vivendi, visto che quelle tentate in passato sono cadute nel vuoto.

Un eventuale accordo, che oltre a una contropartita in denaro potrebbe coinvolgere anche asset delle due società, eviterebbe che sia il Tribunale a stabilire l’entità dell’eventuale risarcimento per il mancato perfezionamento del contratto su Premium. Mediaset ha chiesto 3 miliardi. E farebbe probabilmente calare anche il livello di attenzione su Vivendi, le cui mosse sono finite nel mirino del governo, della Consob, dell’AgCom e del Tribunale, dove è aperto un fascicolo per ipotesi di aggiotaggio nei confronti del presidente della media company francese, Vincent Bolloré e del ceo Arnaud De Puyfontaine che è pure presidente di Tim.

Ieri intanto il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, è tornato sulle vicende che riguardano la presa del controllo di Tim da parte di Vivendi, confermando che il governo valuterà «se c’è la necessità di applicare il golden power a Sparkle. Io ritengo di sì perché ha un ruolo nella sicurezza nazionale, questo non si fa in modo punitivo ma assertivo, dobbiamo seguire le regole».

Federico De Rosa

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