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Mediaset, suona l’allarme ascolti

di Claudio Plazzotta 

C'è un allarme audience 2011 per Canale 5, e più in generale, per le tre reti generaliste di Mediaset. Che stanno vivendo la rivoluzione digitale in maniera peggiore rispetto alle tre corrispondenti reti della Rai. In sostanza, il pubblico totale che sta davanti a un programma del Biscione non è calato rispetto al 2010 (perlomeno in febbraio), ma si è molto frammentato, dirottandosi anche su Iris, Boing, La5, Mediaset Extra.

In questo processo, tuttavia, il numero medio di telespettatori che, nelle 24 ore, ha visto Canale 5 è diminuito del 10,7% in gennaio e del 9,7% in febbraio.

Una sofferenza pesante per l'ammiraglia diretta da Massimo Donelli, che si riverbera pure sui conti della concessionaria Publitalia. Dove si stanno facendo i salti mortali per raggiungere e migliorare i target, anche perché un punto di share di una rete generalista vale, sul mercato, ancora molto di più di un punto di share di una nuova rete alla Iris o Boing. Non è un caso che Publitalia abbia molto insistito per fare eliminare i divieti di legge sulla raccolta digitale, tanto che proprio ieri l'Authority per le tlc ha comunicato che Rti potrà avvalersi proprio di Publitalia per la raccolta pubblicitaria delle reti free in digitale terrestre, mentre Digitalia si concentrerà solo sulla raccolta dei canali a pagamento di Mediaset. In questo modo Publitalia potrà spingere maggiormente sulle cosiddette vendite commerciali a pacchetto, cioè pianificazioni delle tre reti generaliste tradizionali in abbinata ai nuovi canali del dtt. Questo proprio perché Publitalia ha con i clienti investitori un potere contrattuale maggiore rispetto a Digitalia, e può valorizzare al meglio pure i canali in chiaro del dtt. Il gennaio 2011 di Publitalia, quanto a raccolta, è comunque andato piuttosto bene in base ai dati Nielsen che verranno resi noti a giorni.

In Rai le dinamiche sono un po' diverse. Pure qui si assiste a una sofferenza della rete ammiraglia, che in gennaio ha perso il 7% di audience, mentre è rimasta sostanzialmente stabile in febbraio. C'è, però, una tenuta di Raidue e un'ottima performance di Raitre, che guadagna il 6,4% in gennaio e il 13,2% in febbraio. Nel confronto tra reti generaliste Rai-Mediaset, nel 2011 si allarga la forbice delle audience, sempre a favore della tv pubblica: in febbraio Raiuno ha 500 mila telespettatori in più di Canale 5 (certo, effetto Festival di Sanremo di Gianni Morandi, ma pure nel febbraio 2010 c'era stato Sanremo con Antonella Clerici), Raidue circa 80 mila in più di Italia 1, Raitre addirittura 200 mila in più di Retequattro (il vantaggio era di meno di 50 mila telespettatori nel febbraio 2010). Il complesso di telespettatori della Rai cresce sia in gennaio (+1,9%), sia in febbraio (+5,4%) rispetto ai corrispettivi mesi del 2010, mentre per Mediaset c'è, come detto, una stabilità in febbraio, e un calo del 4,2% in gennaio.

Insomma, si dovesse trarre una conclusione dall'analisi, in questa fase la Rai sembra più brava a fare prodotti generalisti per il grande pubblico, mentre Mediaset sta riuscendo più rapidamente a creare nuovi canali in digitale terrestre con audience apprezzabili (Boing, Iris, La5 sono tutte attorno all'1%, Mediaset Extra quasi allo 0,6%). Il mercato pubblicitario si deve abituare a questo processo di frammentazione, e per il momento sembra orientato a valorizzare ancora le reti generaliste e, quanto ai nuovi canali, quelli realmente nuovi (alla Real Time di Discovery, per intendersi) e non frutto di rimescolamento di prodotti generalisti.

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