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Mediaset si arrende: non prendiamo La7

MILANO — Sull’editore de La 7, in cerca di padroni nuovi, conferma di sfilarsi Mediaset, compratore temibile essendo quasi monopolista della tv commerciale. Sull’editore del Corriere della Sera, il socio Diego Della Valle conferma le voci: è salito dal 5,4% all’8,695%. Passaggi rilevanti su due snodi strategici dei media, ma non esaustivi. Tanto che in Borsa Ti Media ha guadagnato il 21,57% a 0,228 euro, Rcs il 22,7% a 1,573 euro.
Così la nota post comitato esecutivo del Biscione: «Per evitare strumentalizzazioni, Mediaset è costretta a comunicare di aver ricevuto il 15 giugno formale invito da Mediobanca a manifestare eventuale interesse su La 7.
Interesse confermato il 22 giugno. Tuttavia già a luglio l’esame dei dati in possesso ha ribadito l’orientamento che ci ha sempre sconsigliato
qualsiasi impegno, e che confermiamo. Auspichiamo che la cessione di un’attività che vanta bilanci da sempre negativi avvenga con successo, senza più utilizzare il nostro nome per creare visibilità e interesse». Ma le versioni stridono con le larvate conferme giunte venerdì da Cologno Monzese sull’interessamento per La 7, poi lasciate correre tre giorni su tutti i mezzi d’informazione. Ballon d’essai? Arrocco strategico di Silvio Berlusconi dopo le critiche e i veti piovuti?. Ieri Franco Bernabé, presidente di Telecom che controlla Ti Media, ha detto: «Non venderemo
La 7 a qualsiasi prezzo. Le valutazioni sono anche su un’idea e sul piano industriale presentato». In corsa resterebbero H3g, Discovery, Rtl e Clessidra, mentre Sky si chiama fuori. Ieri tra l’altro una nota del gruppo L’Espresso ha ribadito che «non è in corso alcuna trattativa con Sky Italia su un’ipotetica alleanza nella televisione», e che l’editore di Repubblica (che affitta a Sky un multiplex per il canale Cielo) intende «proseguire in modo autonomo lo sviluppo delle proprie attività televisive».
Misterioso anche il contendersi il titolo Rcs, ormai rimasto con il 10% flottante. In agosto, con il prezzo collassato a 0,5 euro, l’imprenditore di Tod’s ha “mediato”, ribassando il valore di carico (circa 4 euro). E ieri, richiesto da Consob, Della Valle ha detto «di possedere, direttamente e tramite controllate, l’8,695%». Sempre la vigilanza, per evitare scossoni, ha vietato oggi ordini senza limite di prezzo su Rcs. La corsa del titolo quadra poco con la situazione del gruppo, che a ottobre chiederà all’assemblea di ricostituire il capitale eroso dalle perdite. Un antipasto i soci del patto Rcs l’avranno venerdì, quando il nuovo ad presenterà il piano industriale, squadernando le misure di rafforzamento, a suon di tagli e sinergie.

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