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Mediaset scivola in Borsa Vivendi formalizza la rottura

A guardare la Borsa, fa più male a Mediaset che a Vivendi la rottura su Premium. Ieri a Piazza Affari il titolo del gruppo di Cologno ha perso il 3,39% mentre Vivendi a Parigi ha chiuso sostanzialmente invariata (+0,03%).

È che fino a qualche giorno fa, nonostante i ricorsi presentati in Tribunale da Fininvest e Mediaset per la mancata esecuzione da parte dei francesi del contratto di vendita della pay-tv, sembrava esserci la possibilità di una riapertura e quindi della cessione di Premium. Sensazione dovuta anche alle dichiarazioni ottimistiche rilasciate alla fine di settembre dal ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, che aveva rivelato di avere «discussioni in corso» con il Biscione per trovare una soluzione su Premium. Poi la situazione è precipitata: una settimana fa Mediaset ha chiesto il sequestro del 3,5% del capitale del gruppo francese inducendo mercoledì Vivendi a rispondere con l’annuncio che l’acquisto di Premium «non è più prioritario».

Il gruppo presieduto da Vincent Bolloré ha fatto seguire all’annuncio una lettera, recapitata ieri a Cologno, in cui formalizza la rottura chiedendo lo stop dell’«interim management» nella pay-tv del Biscione, previsto dall’accordo raggiunto ad aprile. In pratica Mediaset doveva chiedere il via libera per iscritto a Parigi sulle decisioni strategiche. Via libera che è arrivato, per esempio, per i diritti di trasmissione di Eurosport, ma non per due canali Disney che infatti Premium non trasmetterà più.

L’«interim management» ha replicato ieri Mediaset, «ha provocato la paralisi organizzativa di Premium». Questo dopo che a giugno Cologno aveva dovuto mettere mano al portafoglio per ricapitalizzare la pay-tv con 140 milioni, a fronte di perdite in sei mesi di 63 milioni e all’azzeramento del capitale.

La lettera di Vivendi è «un tardivo tentativo di evitare ulteriori danni» a Premium, ha commentato il Biscione, «danni che non si possono certo cancellare in quanto l’inaccettabile comportamento di Vivendi ha bloccato l’impostazione di un’intera stagione di abbonamenti e calcistica». Ma Mediaset ha anche sottolineato quello che sembrerebbe un passo falso dei francesi. La richiesta di interrompere l’interim management, ovvero di «cessazione di una delle parti che compongono (l’articolo 5.1)» l’accordo di aprile, «conferma automaticamente — secondo il Biscione — che tutti gli altri articoli dell’accordo vincolante già firmato sono validi» ed è quindi «il riconoscimento implicito della validità del contratto in essere».

Federico De Rosa

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