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«Mediaset, qui siamo e qui rimaniamo»  

«Io, mio padre e la mia famiglia abbiamo la volontà assoluta di difendere l’azienda in tutti i modi e a ogni costo. Non arretriamo». Il messaggio di Pier Silvio Berlusconi è chiaro. «Qui siamo e qui rimaniamo» ha affermato il vicepresidente e ceo di Mediaset ieri sera a circa 200 dirigenti riuniti nello Studio 10 di Cologno per il brindisi natalizio. Quel «qui siamo e qui rimaniamo» lo ha ripetuto tre volte, semmai qualcuno non avesse ancora capito che davanti all’attacco di Vincent Bolloré, la famiglia Berlusconi non ha intenzione di arretrare. «Non è una questione solo economica purtroppo — ha proseguito il vicepresidente di Mediaset—. Se così fosse questa disputa sarebbe già finita, siamo solidi. È una questione di tecnicismi che ci impediscono di investire ancora di più nella nostra azienda. Regole discutibili che gli scalatori strumentalizzano contro di noi».

Vivendi ha intensificato la manovra e Piazza Affari è tornata ieri a scommettere su una possibile Opa, facendo guadagnare il 23,3% al gruppo di Cologno, con il 10% del capitale passato di mano. Parte delle azioni sono finite al gruppo francese, salito al 25,75% del capitale di Mediaset, pari al 26,77% dei diritti di voto. Entro venerdì il ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, è atteso in Consob per chiarire i contorni della scalata.

«Vuole che alla mia età ci sia qualcosa che ancora mi preoccupi?» ha ironizzato Silvio Berlusconi, «molti nostri soci vogliono difendere il principio di italianità del primo gruppo di comunicazioni italiano: per questo motivo sono abbastanza sereno». Non sono solo i soci, tuttavia, ad aver eretto un muro a difesa di Mediaset. «È una vicenda che investe il sistema Italia nel suo complesso e non solo un’azienda privata», ha detto il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, ieri a Parigi dove ha incontrato il suo omologo Jean-Marc Ayrault. «Ho espresso al collega la forte preoccupazione del governo italiano per quanto riguarda un’operazione che dovrà essere valutata dalle autorità preposte — ha aggiunto —. Abbiamo grande rispetto delle regole del mercato e pretendiamo altrettanto rispetto».

Ieri intanto il consiglio di Mediaset ha deciso di andare avanti con le azioni legali e ha denunciato all’AgCom «l’illegittimità della condotta posta in essere da Vivendi» nonché «il possibile ostacolo alle strategie di sviluppo di Mediaset in ragione del collegamento incrociato con Telecom Italia». Che è poi ciò che la stessa AgCom aveva già fatto presente: detenere il controllo di Telecom e una partecipazione qualificata in Mediaset potrebbe essere vietato.

Ma il gruppo di Cologno ha anche sottolineato come gli acquisti da parte di Vivendi siano avvenuti in violazione dell’accordo firmato l’8 aprile, che vietava ai francesi di salire oltre il 5% prima di tre anni dallo scambio azionario (3,5% ciascuno) previsto dall’intesa. Sebbene Vivendi lo ritenga superato, fintanto che il Tribunale di Milano non si sarà pronunciato, quel contratto resta valido.

Federico De Rosa

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