Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mediaset insiste su RaiWay ma apre su modifiche Opas opzione quota di minoranza

Lo hanno fatto perché è necessario «creare un campione nazionale in un settore cruciale come l’infrastruttura di trasmissione televisiva». Prima che arrivi qualche colosso dall’estero e diventi dominante. L’offerta lanciata da Ei Towers, società controllata da Mediaset, su Rai Way, il leader nazionale nelle reti di trasmissione tv appena quotata in Borsa dall’azienda di viale Mazzini, scopre il suo volto nazionalista. Non si tratterebbe solo di un’operazione finanziaria con la quale la società della galassia Berlusconi vuole arrivare al 67 per cento delle antenne delle tv di Stato, offerta per altro confermata anche ieri durante una audizione alla Consob. I vertici di Ei Towers la ritengono anche (e, forse, soprattutto) una alleanza industriale.

«Un settore cruciale come l’infrastruttura di trasmissione televisiva – si legge in una nota in risposta alle domande poste dal presidente della commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti – è quindi auspicabile mantenga un controllo italiano. Per garantirlo – si legge ancora – è necessario un “campione nazionale” che enfatizzi i punti di forza di entrambe le organizzazioni, orgogliosamente radicate in ogni angolo del territorio e in grado di presidiare solidamente il mercato».
Il documento si conclude con un appunto che – a prima vista – potrebbe sembrare una critica sia alla politica industriale degli ultimi governo sia al settore: «Se gli operatori italiani continueranno a rimanere frammentati – osserva Ei Towers – non si può escludere, come si è visto, l’ingresso anche in futuro di influenti player internazionali. Già in passato, l’assenza di adeguata scala ha indebolito altri importanti comparti industriali del nostro paese».
Di fatto, questa premessa di carattere “industriale” rivela la possibilità che Ei Towers, in un successivo momento, possa modificare la sua offerta, magari accettando un ruolo di minoranza (anche se molto qualificata) all’interno di una società mista con la Rai. Così si può intendere un altro passaggio del documento presentato al Senato: «Eventuali modifiche alle condizioni dell’offerta dovrebbero comunque mantenere inalterata la valenza industriale e i ritorni finanziari del progetto». Una svolta che riaccenderà le polemiche sull’operazione. Perché svelerebbe le reali intenzioni di Fininvest, visto che la scalata non è possibile: il premier Matteo Renzi in una intervista a l’Espresso ha ribadito che per legge lo stato rimarrà sopra il 51% di Rai Way. In realtà, da una lato potrebbe costringere la Rai ad accettare Ei Towers come socio, ma dall’altra potrebbe bloccare l’attività di consolidamento del concorrente: per tutta la durata dell’offerta (fino a giugno) Rai Way non potrà deliberare operazioni straordinarie. E’ la cosiddetta passivity rule: per cui se Telecom mettesse in vendita le sue di torri, la società controllata da viale Mazzini non potrebbe comprarle. Non per nulla l’ad di Rai Way, Camillo Rossotto ha parlato di «fatto senza precedenti, visto che la società non è contendibile».
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Intervista ad Alessandro Vandelli. L'uscita dopo 37 anni nel gruppo. I rapporti con gli azionisti Un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I gestori si stanno riorganizzando in funzione di una advisory evoluta che copra tutte le problemati...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa