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Mediaset, il blitz Fininvest

Fininvest riduce a sorpresa la sua quota di controllo in Mediaset e mette sul mercato dei fondi il 7,79% del capitale per 377 milioni di euro . La holding della famiglia Berlusconi scende così dal 41,28% al 33,4% dal gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi e presieduto da Fedele Confalonieri, figura di riferimento storica nella galassia dell’ex Cavaliere. 
La vendita annunciata a sera ha chiuso una giornata alimentata dai rumor di dimissioni di Confalonieri e un lungo ciclo di rialzi in Borsa alimentati dalle speculazioni di una possibile vendita della stessa Mediaset, in parte o in toto, a una media company internazionale. Sulle voci rimbalzate sulla rete di un’uscita imminente del braccio destro di Berlusconi, 78 anni, sia da Mediaset sia da Mondadori, dove è consigliere di amministrazione, ha replicato lo stesso interessato: «Leggo su Dagospia una serie di sciocche fantasie che riguardano me e Mediaset. Fantasie che non vale la pena commentare». Secondo alcune ricostruzioni la vendita avrebbe a che fare il gelo sceso tra Confalonieri e Berlusconi dopo la rottura, da parte del leader di Forza Italia, del Patto del Nazareno. Complici forse i livelli di prezzo, con il titolo ai massimi da poco più di un anno in Piazza Affari, Confalonieri ha smobilizzato da poco alcuni pacchetti, vendendo il 5 gennaio scorso 313 mila azioni Mediaset per 77 mila euro, dopo averne già cedute 200 mila il 12 dicembre 2014.
Quanto alle attese che sostengono la corsa al listino, il blitz di ieri non contribuisce a raffreddarle. L’idea degli analisti è che ci siano segnali da cogliere nella grande partita delle media company. Un settore in grande movimento, specie sul fronte pay tv . E mentre in tanti, in passato, hanno pronosticato l’alleanza di Silvio Berlusconi con l’avversario di sempre, Rupert Murdoch e il suo colosso Sky, più di recente il mercato sembra sedotto dall’ipotesi francese. L’intervento di Vincent Bolloré che si prepara a diventare il primo socio di Telecom Italia con l’8,5% potrebbe estendersi, secondo queste supposizioni, a Mediaset attraverso Canal Plus. Quest’ultima è controllata da Vivendi, gruppo che fa a sua volta capo all’uomo d’affari bretone molto attivo in Italia dove è azionista forte di Mediobanca.
In Fininvest si esclude «categoricamente» che l’operazione avviata attraverso la procedura «accelerated bookbuilding», aperta e chiusa in poche ore da Unicredit e Merrill Lynch, debba essere letta in questa chiave. In un comunicato si legge che «la liquidità che si renderà disponibile consentirà di proseguire nel rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale e di agevolare eventuali investimenti in un’ottica di diversificazione del portafoglio azionario». La parola chiave è «diversificazione», si fa notare, e il controllo è saldo ben sopra il 30%, al 33,4% e sale ancora considerato il 3,8% di azioni proprie in mano a Mediaset. Già nel 2005 Fininvest aveva collocato il 16%con le stesse modalità portandosi verso il 30% per poi risalire.

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