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Mediaset e Google alleati

Proprio alla vigilia dello sbarco di Netflix in Italia, sul tavolo sempre più movimentato del mercato televisivo italiano piomba una pace tutto sommato inattesa.
Mediaset e Google, proprietaria dall’ottobre 2006 della piattaforma YouTube, hanno deciso di non aspettare la sentenza della causa da 500 milioni intentata dal Biscione per l’uso ritenuto illegittimo dei suoi contenuti sul web. Risultato: il lancio di una partnership che porterà allo sbarco dei programmi Mediaset su YouTube e a una presenza del gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri anche su Google Play.
Il broadcaster e il gigante del web siglano così una pace storica mettendo fine a quasi otto anni di contenziosi prima della pubblicazione della sentenza di primo grado. È nel 2008 infatti che Mediaset deposita una citazione in giudizio presso il Tribunale di Roma contestando alla società californiana l’uso illecito di contenuti su YouTube. Dai comici di “Zelig” a spezzoni della trasmissione “Amici” di Maria De Filippi, un bel po’ di programmi erano finiti nel cahier de doléances del gruppo di Cologno che sosteneva l’«illecita diffusione e sfruttamento commerciale di audio-video» e aveva «individuato su YouTube almeno 4.643 filmati di proprietà, pari a oltre 325 ore di materiale emesso senza possedere i diritti» con una stima di perdita di «315.672 giornate di visione».
Google e Mediaset parlano ora di «significativo accordo di collaborazione» e di «intesa che apre nuove prospettive nei rapporti fra i due player». In sostanza si tratta di un accordo che «mira allo sviluppo della presenza digitale dei contenuti Mediaset attraverso una partnership con YouTube e Google Play». Si avvia inoltre «una strategia congiunta per la protezione dei contenuti in ordine alla massima tutela del copyright dell’editore».
Di più la nota congiunta non dice e toccherà agli sherpa delle due aziende riempire questa sorta di accordo quadro per il quale l’entità del risarcimento è coperta dal massimo riserbo.
Certo è che sull’asse YouTube-Google Play (dove altre ai movies, che interesseranno Mediaset, vengono messi in vendita online contenuti librari o musicali o anche stampa) il colosso di Mountain View ha già stretto partnership di rilievo negli ultimi tempi. E questo forse segna anche un cambio di passo nei rapporti con l’ecosistema “editoriale”. A fine marzo, per esempio, Google ha stretto un accordo con Rai – che comunque ha optato per una situazione contraria su YouTube – per portare i film su Google Play. Dal mese di giugno Cairo Pubblicità ha siglato un accordo per vendere direttamente la pubblicità relativa ai video di La7 pubblicati su YouTube.
Solo due esempi di possibile collaborazione che ora, per quanto riguarda Mediaset e Google, andrà messa a punto nei dettagli, a partire da quello, non trascurabile, di chi dovrà raccogliere la pubblicità o delle percentuali di revenue sharing.
Di certo però questa intesa segna però uno spartiacque importante se si ripensa, per esempio, agli anatemi lanciati dai vertici del gruppo di Cologno – in testa il presidente Mediaset, Fedele Confalonieri – contro le condizioni di disparità regolamentari e di mercato fra broadcaster e Over-the-top. Sul caso specifico del contenzioso con Google-YouTube, inoltre, in estate la consigliera Mediaset Gina Nieri si era anche spinta a dichiarare che le perizie avevano espresso «una forchetta di valutazione che consolida la nostra valutazione di veder riconosciuto il danno: si tratta di soldi veri e importanti».
Da ieri si apre una fase nuova. In cui tutto il mercato televisivo italiano dovrà fare i conti con un nuovo ingresso di peso. Netflix sarà presentata oggi e ieri Christopher Libertelli, Vicepresident global public policy di Netflix, Janneke Sloetjes, Director public policy Europe, ed Ernesto Apa, consulente legale, hanno incontrato il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli. «Chi scommette sul nostro Paese è benvenuto: confidiamo che Netflix investa nella produzione italiana di film e fiction, come ha già iniziato a fare, e contribuisca a farla conoscere nel mondo. Internet sta già cambiando il sistema televisivo e in pochi anni lo rivoluzionerà: è bene che anche la Rai si attrezzi e si muova in quella direzione, come i nuovi vertici Rai mi sembra stiano facendo», ha dichiarato il sottosegretario.
In serata però una stoccata è arrivata da Andrea Zappia, ad di Sky. Intervistato dall’Ansa a margine della presentazione di “Firenze e gli Uffizi in 3D/4K” ha parlato di «uno straordinario rispetto per il loro lavoro. Sono non bravi, bravissimi. Però è un po’ vecchiottino in Italia. Noi oggi abbiamo 2,8 milioni di famiglie che utilizzano contenuti via internet».

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