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Mediaset, Berlusconi fa cassa ceduto il 7,79% per 377 milioni

L’occasione era quanto mai propizia: sfruttare il balzo del titolo che dai minimi raggiunti nell’ottobre scorso ha guadagnato oltre il 60 per cento, tornando ai livelli raggiunti nel lontano maggio del 2011. Ecco spiegato, almeno dal punto di vista strettamente finanziario, la decisione presa da Fininvest di collocare sul mercato il 7,79 per cento di Mediaset. Un’operazione annunciata ieri sera a Borsa chiusa – e affidata ai banchieri di Merrill Lynch e Unicredit – che dovrebbe portare nelle tasche di Silvio Berlusconi e dei suoi familiari 377 milioni di euro.
Con la cessione del sostanzioso pacchetto azionario, la holding di famiglia dell’ex premier (in affidamento ai servizi sociali fino al prossimo 8 marzo per la condanna nel processo per i diritti tv) rimane l’azionista di controllo di Mediaset, anche se la quota scenderà al 33,4 per cento (dal precedente 41,28 per cento). Secondo il codice civile, rimane comunque una soglia – per quanto minima – con la quale Berlusconi può controllare sia l’assemblea ordinaria dei soci sia quella straordinaria del gruppo televisivo.
Visto che, per il momento, il disimpegno da Mediaset è fuori discussione, il mercato si interroga sulle prossime mosse della Fininvest. E soprattutto in quale settore verranno impiegati i 400 milioni incassati. Dalla holding della famiglia Berlusconi non sono, ovviamente, arrivate indicazioni ma solo un generico comunicato in cui si sostiene che la liquidità recuperata verrà reimpiegata per rafforzare la struttura patrimoniale e finanziaria della società e per agevolare eventuali investimenti in un’ottica di diversificazione del portafoglio azionario.
Da qualche tempo, in ambienti finanziari, circolano voci su possibili operazioni straordinarie. Si è parlato di un avvicinamento tra la Mondadori e la Rizzoli (in cerca di sinergia in campo editoriale), nonché del possibile ingresso di Fininvest in Telecom Italia. Soprattutto ora che la società di tlc è, di fatto, una public company, con il finanziere bretone Vincent Bolloré – dato vicino alla famiglia Berlusconi – primo azionista con una quota dell’8 per cento. Secondo altre fonti, invece, la quota servirebbe per investimenti in tutt’altri settori, a cominciare dall’immobiliare.
E’ la terza volta in poco più di un anno che la galassia Fininvest fa cassa cedendo pacchetti azionari delle società del suo portafoglio. Nel luglio scorso, Mediaset ha prima chiuso la cessione di Digital Plus in Spagna per 365 milioni, e poi ha incamerato altri 100 milioni di euro dallavendita dell’11,11 per cento della pay tv italiana Premium. Invece, nel dicembre del 2013, a finire sul mercato era stato il 5,6% del gruppo Mediolanum: in quel caso, la quota in possesso della holding milanese era scesa al 30 per cento, per un incasso complessivo di 260 milioni. Se si sommano le risorse raccolte da Mediaset e quelle direttamente da Fininvest, si arriva a una cifra che supera il miliardo di euro.
Ma non è nemmeno la prima volta che Berlusconi fa trading con i titoli della società che più di ogni altra ha contribuito alle sue fortune economiche e anche politiche. Nell’aprile del 2005, la vendita del 17 per cento di Mediaset aveva reso alla Fininvest oltre 2,1 miliardi di euro. La differenza economica tra quella operazione e quella di ieri, si spiega con il fatto che dieci anni fa il titolo quotava a 10 euro, praticamente ai massimi storici, mentre la chiusura di ieri ha fatto segnate 4,26 euro. In mezzo, la crisi economica mondiale.
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