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Mediaset è sotto attacco Vivendi: vogliamo il 20%

Il gigante francese della tv, del cinema e dei videogame compra un pezzo importante di Mediaset. E minaccia di salire ancora nell’azionariato del gruppo milanese che Berlusconi controlla attraverso la Fininvest. L’annuncio di Vivendi arriva improvviso alle 19 e 52: «Abbiamo il 3,01 di Mediaset» e questo – attenzione – non è che l’antipasto. La Vivendi di Vincent Bolloré punta a diventare il secondo azionista del Biscione «con una quota che oscillerà tra il 10 e il 20 per cento» delle azioni.
La mossa cade mentre Vivendi e Mediaset hanno ancora in piedi una lite giudiziaria sulla pay-tv berlusconiana Premium che i francesi si erano impegnati a comprare al 100 per cento (ad aprile 2016) per poi ripensarci a luglio. Il 25 luglio, Vivendi ha frenato spiegando di volere solo una quota minoritaria della (deficitaria) pay-tv, pari al 20%.
Ora, l’ingresso dei francesi nella casa madre Mediaset non rappresenta una sorpresa in sé. L’accordo formale di aprile prevedeva la cessione a Vivendi del 3,5 per cento del gruppo Berlusconi. E i francesi (a luglio) hanno confermato questo proposito: vogliamo il 3,5 per cento del Biscione. La novità assoluta – e di difficile lettura – sta nel proposito di spingersi fino al 20 % di Mediaset.
Lei, Mediaset, si dice vittima di una «scalata ostile. Vivendi deve sapere che Fininvest non arretrerà di un passo dalla sua posizione di azionista di riferimento di Mediaset, e che si tutelerà in tutte le sedi per bloccare quello che ritiene non una normale operazione di mercato ma un gravissimo inganno che delle leggi del mercato fa scempio. Bollorè e Vivendi hanno mostrato quelli che erano fin dall’inizio i loro veri progetti su Mediaset. L’accordo strategico raggiunto in primavera, e seguito pochi mesi dopo dall’incredibile voltafaccia, con la violazione di un contratto preceduto da lunghe e dettagliate trattative e assolutamente vincolante, facevano parte di un disegno ben preciso che Vivendi svela con la mossa odierna: creare le condizioni per far scendere artificiosamente il valore del titolo Mediaset e lanciare a prezzi di sconto quella che si presenta come una vera e propria scalata ostile». Loro, i francesi, giurano di aver agito con trasparenza: «Mediaset e il suo azionista Fininvest non hanno accettato la nostra proposta di trovare una soluzione amichevole sulla controversia», nata intorno a Premium. Se adesso noi entriamo in Mediaset, è perché «l’interesse strategico ad una partnership industriale» con i milanesi, «travalica il contenzioso».
Mentre il risiko delle comunicazioni si mette in moto sull’asse Parigi-Milano, gli americani non stanno alla finestra. Già questa settimana, la Twenty Century Fox di Rupert Murdoch presenterà una robusta offerta in contanti per l’europea Sky valorizzando l’azienda 10,75 sterline per azione. L’agenzia d’informazione Reuters scrive che Fox e Sky lavorano ad uno schema di accordo che renda più semplice l’operazione. C’è bisogno del via libera del 75% degli azionisti.

Aldo Fontanarosa

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