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Mediaset, a Vivendi solo i canali del calcio L’intesa sui contenuti

Mediaset e Vivendi preparano le nozze, con scambio di azioni e apertura dei rispettivi consigli d’amministrazione. I contratti sono pronti, resta da verificare ancora qualche piccolo dettaglio, e salvo slittamenti entro la fine della settimana i legali di Chiomenti e Carnelutti dovrebbero presentare tutte le carte. Al momento il gruppo di Cologno non ha ancora convocato il consiglio, a cui deve essere sottoposto il testo dell’accordo. Fonti vicine alla trattativa dicono che la riunione potrebbe tenersi giovedì o venerdì.

Dal punto di vista prettamente finanziario l’accordo consisterà in uno scambio di azioni tra Mediaset e Vivendi, circa il 3,5% del capitale, con la vendita contestuale della pay-tv Mediaset Premium al gruppo francese. Non tutta la pay-tv. Il passaggio riguarderà gli abbonati, le strutture di trasmissione e quelle tecniche (incluse le redazioni), i diritti di trasmissione del calcio e i canali dedicati al pallone. Tutto il resto rimarrà in capo a Mediaset, che continuerà ad avere la proprietà degli otto canali che trasmettono film e serie tv sul digitale ideate in casa, diritti inclusi, mantenendo il ruolo di fornitore di Premium. Un po’ come Fox fa per Sky.

L’accordo industriale prevede anche l’apertura dei rispettivi board al nuovo socio. In Vivendi dovrebbe entrare il ceo e vicepresidente del Biscione, Pier Silvio Berlusconi, mentre in quello di Cologno potrebbe andare Yannick Bolloré, il secondogenito del presidente di Vivendi, Vincent Bolloré, che ha lavorato all’operazione Premium insieme a Tarak ben Ammar, oppure il ceo Arnaud de Puyfontaine. Dipende anche dalla scelta che farà Vivendi. L’accordo sarebbe quello di portare nei rispettivi consigli lo stesso livello di «seniority» e quindi Berlusconi-Bolloré oppure due manager di prima linea. In consiglio, comunque, verrebbe messo a disposizione solo un posto, vista l’esiguità della quota di capitale che verrà scambiata.

Premium, sebbene rappresenti l’oggetto principale dell’operazione, è tuttavia solo una parte dell’accordo tra Berlusconi e Bolloré, che punta a creare una piattaforma paneuropea nella pay-tv, anche in streaming, e nella produzione e vendita di contenuti. Business che conoscono bene entrambi i protagonisti: la pay-tv è il core business di Vivendi, attraverso Canal Plus, mentre Mediaset è leader in Italia e Spagna nella tv free. Inoltre entrambi hanno strutture dedicate alla creazione di contenuti. I francesi, in particolare, sono i primi azionisti di Banijay, la multinazionale dei format guidata dall’ex Endemol, Marco Bassetti, e sono vicini a chiudere la trattativa per Cattleya. Per la svolta manca solo la firma.

Federico De Rosa

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