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May svela il suo piano per i cittadini Ue

Nel Consiglio dei capi di Stato e di governo, a Bruxelles, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto che — nella trattativa sulla Brexit — intende difendere al massimo i diritti degli oltre tre milioni di europei residenti nel Regno Unito, tra cui circa 500 mila italiani. La premier britannica Theresa May ha rassicurato gli altri 27 leader che nessun europeo sarà obbligato ad andare via e ha annunciato una proposta per tutelare gli interessi anche del milione di britannici residenti nell’Ue.

La residenza stabile dovrebbe essere concessa a tutti dopo cinque anni di permanenza (con possibilità di completare il periodo per chi è sul posto da meno tempo). Merkel l’ha definito un «buon inizio» del negoziato sulla Brexit, pur aggiungendo che restano «molte altre questioni».

Uscita la May, i 27 leader hanno dovuto decidere la procedura per l’assegnazione delle due agenzie comunitarie per l’autorizzazione delle medicine (Ema) e per la supervisione sulle banche (Eba), destinate a lasciare Londra per l’uscita del Regno Unito dall’Ue. Nell’ultimo Consiglio dei ministri degli Affari generali non si era arrivati a un accordo a causa dei contrasti tra i troppi pretendenti. Per l’agenzia dei farmaci corrono 21 Paesi, tra cui l’Italia con la candidatura di Milano. Una decina vorrebbero quella bancaria.

Merkel ha sostenuto che non c’è «nessun accordo tra Francia e Germania» sul ricollocamento delle due agenzie. Fonti vicine al presidente francese Emmanuel Macron hanno negato che il nuovo rilancio dell’asse franco-tedesco come guida dell’Ue abbia incluso una spartizione con l’Eba a Francoforte e l’Ema a Lille ben prima delle valutazioni ufficiali. Le decisioni formali sono state rinviate al Consiglio Affari generali di ottobre (discussione) e novembre (voto). Tra le due riunioni c’è il summit di ottobre, dove il peso politico dei capi di governo e le solite alleanze mercanteggiate dovrebbero di fatto influenzare le assegnazioni.

Il premier Paolo Gentiloni ha ribadito l’appoggio a Milano per l’agenzia dei farmaci, che conta circa 900 dipendenti e coinvolge ingenti interessi economici. Ma, oltre a Lille, appaiono in buona posizione Amsterdam, Barcellona, Vienna e Copenaghen. Paesi dell’Est vorrebbero fosse scelto chi non ha altre agenzie Ue. L’Eba a Francoforte non è gradita soprattutto da banchieri francesi, che temono un ridimensionamento di Parigi come piazza finanziaria.

Il summit Ue ha anche concordato il potenziamento della cooperazione per la lotta al terrorismo e il fondo per la difesa militare comune, ormai verso il decollo con la fine della storica opposizione britannica (nell’interesse della Nato e degli Usa). Le sanzioni alla Russia per il caso Ucraina sono state prorogate di sei mesi. Oggi, dopo le sessioni sull’economia (con freno all’avanzata della Cina nell’Ue) e sui migranti, si chiude con l’approvazione delle conclusioni del vertice.

Ivo Caizzi

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