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May: sull’intesa con l’Europa voto vincolante in Parlamento

L’accordo su Brexit è una «buona notizia» per tutti e ha portato un nuovo clima di ottimismo: lo ha dichiarato Theresa May in Parlamento ieri, presentando ai deputati di Westminster l’intesa faticosamente raggiunta a Bruxelles venerdì scorso e che dovrebbe essere approvata dai leader dei 27 Paesi questa settimana.
L’accordo rassicura chi voleva restare nell’Unione europea che la Gran Bretagna non lascerà la Ue senza un accordo, mentre chi voleva lasciare la Ue può essere soddisfatto che la via d’uscita è tracciata e non ci saranno negoziati infiniti, ha detto la premier britannica.
In sintesi, ha detto la May, la Gran Bretagna si troverà a pagare un conto del divorzio «equo», non ci sarà un confine tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord e i diritti dei cittadini Ue che vivono in Gran Bretagna, e quelli dei cittadini britannici che vivono in Paesi Ue saranno «tutelati dalla legge e protetti dai tribunali britannici».
La nostra aspettativa è che i negoziati su un accordo di transizione di due anni partiranno subito, ha detto la May, e la Gran Bretagna resterà quindi nel mercato unico per un periodo di tempo limitato, al termine del quale intende uscirne.
L’intesa sulle tre questioni chiave è stata infatti un passaggio obbligato per poter poi passare alla fase successiva che tanto interessa a Londra, ha precisato la premier: «La nuova partnership speciale e profonda tra la Ue e una Gran Bretagna sovrana che si è finalmente ripresa il controllo dei suoi confini, delle sue finanze e delle sue leggi».
La premier si è lasciata però una via d’uscita: se le due parti non riusciranno a concordare un accordo sui rapporti bilaterali futuri entro il marzo 2019, data dell’uscita formale della Gran Bretagna dalla Ue, allora «l’accordo decade». Se le trattative commerciali falliranno, Londra non ha intenzione di pagare un euro a Bruxelles.
La Ue ieri mattina aveva precisato che anche se l’intesa non è legalmente vincolante, è stato un «accordo tra gentiluomini» siglato con una stretta di mano tra David Davis, il ministro per l’uscita dalla Ue, e Michel Barnier, il negoziatore capo Ue e «con la piena approvazione e sostegno del Governo britannico». A seguire c’è stata un’altra stretta di mano tra May e il presidente Ue Jean-Claude Juncker, ha sottolineato la portavoce Ue.
Domenica Davis aveva creato costernazione a Bruxelles e allarme a Dublino quando aveva dichiarato alla televisione britannica che l’accordo annunciato con tanta fanfara venerdì era solo «una dichiarazione di intenti». Anche la garanzia che il confine tra le due Irlande resterà invisibile non è legalmente vincolante se non ci sarà un accordo finale tra le parti, aveva detto Davis.
Ieri Davis ha fatto una parziale marcia indietro, sostenendo che le sue parole erano state prese «fuori contesto» e che gli accordi presi verranno rispettati indipendentemente dall’andamento delle trattative future. «Vogliamo tutelare il processo di pace, vogliamo proteggere l’Irlanda dall’impatto di Brexit, – ha spiegato Davis. – Volevo dire che una dichiarazione d’intento per noi è più forte di un vincolo legale».
Davis ha anche detto che si aspetta un accordo commerciale più favorevole di quello siglato dalla Ue con il Canada, un “Canada plus plus plus” che comprenda anche i servizi finanziari.
Ieri la May ha anche accettato di dare al Parlamento un voto vincolante sull’accordo finale con Bruxelles prima che sia definitivo. Per evitare una ribellione di deputati di tutti i partiti, conservatori compresi, la premier ha approvato la creazione di una nuova commissione parlamentare di sorveglianza per impedire che leggi Ue vengano modificate senza lo scrutinio del Parlamento dopo Brexit. Oggi il Parlamento torna a dibattere la legge su Brexit.
Il voto è considerato importante dai “ribelli” pro-Ue perché se un accordo non sarà raggiunto entro il marzo 2019, il Parlamento potrà votare a favore di prolungare i negoziati e riportare la May al tavolo delle trattative invece di uscire “sbattendo la porta” come vorrebbero fare gli oltranzisti pro-Brexit.

Nicol Degli Innocenti

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