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May e il “complotto” della Ue “Vogliono che perda le elezioni”

Theresa May accusa gli europei di complottare per farle perdere le elezioni. Un’insinuazione clamorosa, nella quale il primo ministro britannico comprende i negoziatori della Ue e perfino la stampa del continente. «Tutte azioni deliberatamente orchestrate per influenzare il risultato del voto dell’8 giugno nel nostro paese», afferma la leader conservatrice in un intervento che scatena polemiche. «È lei che gioca con la Brexit nella speranza di vincere le elezioni», risponde il leader laburista Jeremy Corbyn. «Un discorso irresponsabile che avvelena il clima dei negoziati », è la contro accusa di Nicola Sturgeon, la premier indipendentista scozzese. Qualcuno la paragona a un incrocio fra gli imbrogli di Richard Nixon e le trame oscure di Cersei Lannister, crudele regina del serial tivù “Trono di Spade”.
L’impressione che May abbia perso la testa è lecita. Come il dubbio che, così facendo, stia gettando la maschera, rivelando che tipo di leader è davvero. I sei anni da ministra degli Interni l’avevano relativamente protetta da un attento esame mediatico. E nei dieci mesi di premiership ereditata da David Cameron dopo il referendum è stata protetta dalla Brexit, sempre in primo piano. Ma adesso, in campagna elettorale, in primo piano c’è lei. E non sta facendo una bella figura. Tiene i giornalisti a distanza. Rifiuta il dibattito tivù con gli avversari. Fa comizi ripetitivi. Appare legnosa, fredda, a disagio, come nell’imbarazzante sequenza fotografica in cui mangia con difficoltà un cartoccio di chips, patatine fritte, il piatto nazionale. Non a caso, il vantaggio di 20 punti nei sondaggi che aveva su Corbyn è sceso a una dozzina.
In questa atmosfera di crescente nervosismo è arrivata la cena a Downing Street con il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, che l’avrebbe definita «in un’altra galassia» e si sarebbe detto «50 volte più scettico», dopo l’incontro, su un accordo nel negoziato sulla Brexit. Queste e altre indiscrezioni provenienti da oltre la Manica hanno provocato la reazione di ieri. «Le nostre posizioni sull’Europa sono state travisate dalla stampa continentale », forse un’allusione allo scoop della Frankfurter Allgemeine sulla cena con Juncker, sostiene May. «L’at-teggiamento della Commissione Ue si è indurito. Politici e funzionari europei hanno minacciato la Gran Bretagna ».
Concludendo che questa specie di complotto rende ancora più importante votare per lei alle elezioni in programma fra poco più di un mese. Il rischio è che il j’accuse le si ritorca contro, facendola apparire fragile e incapace di guidare il Paese nella più complicata trattativa della sua storia.

Enrico Franceschini

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