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Maxi stipendio, in aprile l’Inps si rivolse al governo

Adesso si guarderanno le carte. Lo stanno già facendo i ministeri interessati, primo fra tutti quello del Lavoro guidato da Nunzia Catalfo. E lo faranno gli uffici del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha promosso una «verifica» sulla procedura che ha determinato, con un decreto interministeriale (Lavoro-Economia) del 7 agosto scorso, l’aumento di stipendio del presidente dell’Inps da 62 mila a 150 mila euro lordi l’anno, con un pasticcio sulla decorrenza dello stesso (dalla data di nomina o da quella di insediamento?) che avrebbe potuto far scattare il rimborso di pesanti arretrati, visto che Tridico è presidente dal 22 maggio 2019. Pasticcio chiarito l’altro ieri, dopo lo scoppio del caso, da una nota del Lavoro (l’aumento scatta dalla data d’insediamento del cda, di cui Tridico è presidente, il 15 aprile scorso), ma che va approfondito, appunto.

Si partirà così dalla riunione dello stesso cda Inps del 22 aprile che ha deliberato i nuovi emolumenti. Può sembrare strano che il cda decida sui compensi dei propri componenti, ma è la legge che lo richiede, perché gli stessi devono essere finanziati con risparmi dal bilancio dell’Inps. Il fatto è che il cda, pur facendo questo, cioè recependo le indicazioni che il ministero del Lavoro aveva dato sugli emolumenti (150 mila euro per il presidente) e trovando le necessarie coperture, parla anche della decorrenza dei compensi, rinviandone la fissazione al successivo decreto interministeriale che doveva chiudere la procedura.

Per le opposizioni non c’è dubbio: Tridico deve lasciare e il governo è complice. «Si deve dimettere. C’è ancora gente che aspetta la cassa integrazione», insiste il leader della Lega, Matteo Salvini. «Il provvedimento che aumenta lo stipendio — incalza Giorgia Meloni (FdI) — sarebbe stato deciso dal ministro del Lavoro Di Maio con una lettera del giugno 2019 indirizzata anche al premier Conte. In pratica quelli che ieri dicevano di essere all’oscuro di tutto, chiedendo addirittura spiegazioni a Tridico, sarebbero in realtà i primi responsabili di questa vergognosa vicenda». Sulla stessa linea Giorgio Mulè (FI): «Conte dice di non saperne nulla eppure due ministri di prima fila hanno firmato l’aumento».

Nella maggioranza Stefano Fassina (Leu) parla di attacco per «far saltare l’alleanza 5Stelle-Pd». Secondo il dem Giuseppe Provenzano è invece «sbagliato che Tridico prendesse così poco». E, assicura il ministro per il Sud, «ci saranno ulteriori chiarimenti». Le opposizioni chiedono che avvengano in Parlamento.

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