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Maxi-ricoperture, volano le banche

Il rimbalzo è partito alle 9,15 ieri mattina. I grafici a confronto delle maggiori banche europee hanno tutte lo stesso andamento: il movimento al rialzo è iniziato poco dopo l’apertura delle contrattazioni, per raggiungere un picco verso fine mattinata, un lieve ripiegamento a metà pomeriggio e una chiusura con forti ralzi. Basta guardare i grafici, suggeriscono dalle sale operative, per ipotizzare un rimbalzo tecnico amplificato dalle ricoperture.
Certo non è stato solo questo. I rumors su un piano di emergenza di riacquisto di bond senior da parte di Deutsche Bank ha certamente galvanizzato i mercati, anche oltre oceano con un rally dei credit default swap delle banche americane. D’altra parte questo è stato letto come un segnale di forza da parte dell’istituto tedesco, che solo due giorni fa aveva rassicurato il mercato di avere le risorse per pagare la cedola sulle obbligazioni Additional Tier 1 in pagamento ad aprile. Deutsche aveva sottolineato di avere un miliardo di liquidità contro i 350 dovuti. Il titolo ieri si è mosso quasi subito al rialzo terminando la seduta 14,65 euro per azione, dopo un massimo a 15,43 euro, con un rialzo finale del 10,2%. Nelle prime due sedute dell’ottava, però, il titolo aveva perso il 9,5 e il 4,3%.
Il balzo del gruppo tedesco è stato maggiore rispetto alla performance dell’indice Euro Stoxx delle banche, che ha chiuso a +6,86% con volumi di 1.783 miliardi scambiati, contro la media da inizio anno di 1.508 miliardi. Gli acquisti si sono riversati un po’ su tutti gli istituti indipendentemente dal paese: Societé Generale ha segnato un progresso dell’8,99% e Credit Agricole del 4,72% sulla piazza di Parigi, mentre a Madrid Banco Santander ha registrato un +5,15%.
A Piazza Affari i risultati riportati dalle banche nei giorni scorsi hanno contribuito alla positiva intonazione della seduta. Intesa Sanpaolo ha svettato con un exploit del 14,45% terminando le contrattazioni a 2,456 euro per azione e volumi molto superiori alla media da inizio anno: 258,4 milioni scambiati contro 165,5 milioni. In corsa anche le azioni Unicredit (+11,91% a 3,10 euro) con volumi poco sopra la media, nel day after i dati di bilancio 2015, che hanno visto un utile netto di 1,7 miliardi di euro, sotto i 2 dello scorso anno ma decisamente oltre le attese degli analisti che indicavano 1,4 miliardi di euro. Il patrimonio è cresciuto organicamente di 3,7 miliardi e il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea un dividendo scrip o in contanti pari a 0,12 euro per azione. Il titolo da inizio anno perde però il 33%.
Particolarmente brillante, poi, l’andamento del Banco Popolare con un incremento dell’11,09%. L’istituto guidato da Pier Francesco Saviotti ha annunciato alla vigilia il ritorno all’utile nel 2015 per 430 milioni di euro e la proposta all’assemblea di un dividendo di 15 centesimi per azione. Per Equita l’utile netto del quarto trimestre risulta essere sotto le attese «a causa di ricavi e costi one off». Della stessa opinione Morgan Stanley che sottolinea un risultato netto nel quarto trimestre di 97 milioni contro un consensus di 109 milioni.
Il comparto bancario in generale si è mosso all’unisono con acquisti anche sui i titoli a capitalizzazioni minori: Ubi +7,7%, Banca Pop.Milano +9,5%, Popolare Emilia +6,8%, accompagnati dai guadagni di Mediobanca +7,5% e MontePaschi +6,7%. Nelle sale operative avevano ricevuto ordini dall’estero, anche dagli Stati Uniti, all’acquisto già lunedì in serata e la mattinata è trascorsa con acquisti di “basket” di banche senza grandi distinzioni, per ricoperture. I “quality client” sono arrivati nel primo pomeriggio, riferiscono, e gli acquisti si sono differenziati. I fondi italiani, invece, si sono concentrati maggiormente sulla vendita delle utilities. Per domani ci si attende un mercato più tranquillo con una volatilità in diminuzione, spiegano i trader, ma visti i movimenti degli ultimi giorni, non è detta l’ultima parola.

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