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Maxi rally di Fondiaria Sai

di Laura Galvagni

Oltre il 9% del capitale passato di mano in tre sedute, un balzo del 40% delle azioni da martedì scorso e solo ieri un maxi rally del 13% che ha portato il titolo a 0,88 euro, sui massimi da metà dicembre. Dopo la battuta d'arresto di lunedì, conseguente all'annuncio di un aumento di capitale da 1,1 miliardi per far fronte ad altrettante perdite da iscrivere nel bilancio 2011, Fondiaria Sai ha inanellato una serie di sedute di Borsa sorprendentemente positive che lasciano molti interrogativi in sospeso. Al punto che qualcuno in Borsa ha cominciato a pensare che nuovi investitori si stiano posizionando sul titolo. È circolato il nome di Sator, ma l'ipotesi sarebbe destituita di ogni fondamento. D'altra parte, c'è da chiedersi la ragione per cui qualcuno dovrebbe comprare ora massicciamente titoli della compagnia assicurativa. In un'ottica di puro investimento sarebbe più plausibile un ingresso in sede di aumento di capitale, considerata la tendenza recente di offrire al mercato le nuove azioni a un forte sconto rispetto ai corsi di Borsa.
Ecco perché, suggeriscono dal mercato, il movimento delle ultime sedute potrebbe essere riconducibile al tentativo di andare a incidere in qualche modo su quelli che saranno i rapporti di concambio nell'integrazione con Unipol. Se così è, lo si apprenderà presto. Per ora l'unica comunicazione ufficiale arrivata in Consob è quella di Amber Capital che il 23 gennaio è sceso all'1,654% del capitale di FonSai dal 2,103% segnalato a fine dello scorso luglio.
Per restare in tema Consob, ieri il presidente dell'Autorità, Giuseppe Vegas, in un'audizione al Senato ha dichiarato ufficialmente che allo stato «non è stato depositato alcun quesito definitivo» per l'esenzione dall'Opa. E potenzialmente ciò non accadrà prima della prossima settimana. Allo stesso tempo, Vegas, con riferimento alle polemiche scaturite da un suo presunto ruolo nella fase di messa a punto della proposta di Unipol, ha sottolineato che «il compito dell'Autorità è quello di controllare il mercato e quindi l'Autorità incontra chi chiede di essere incontrato per esporre dei programmi». Aggiungendo tra l'altro che la seconda proposta presentata dalla compagnia di Bologna sembra pareggiare le condizioni di trattamento tra i soci Premafin e quelli FonSai: «Sembra escludere dal novero di chi si avvantaggerà di questa procedura l'originaria famiglia proprietaria di FonSai. Capisco che ci possano essere dei rimpianti ma personalmente non me ne dolgo».
Nel frattempo, Standard & Poor's ha confermato a BBB- il rating su Unipol gruppo finanziario (Ugf) e a BBB+ quello sulla controllata Unipol mantenendo per entrambe il creditwatch negativo. «Riteniamo – ha scritto nella nota S&P – che ci siano significative incertezze associate con la struttura, l'implementazione e il finanziamento dell'operazione». L'agenzia ha espresso inoltre «preoccupazione» circa il successo «di una impegnativa ristrutturazione e di un piano di integrazione per Unipol nel caso in cui la fusione dovesse andare avanti, a causa del debole profilo finanziario di Fonsai». Pure Moody's ha messo sotto osservazione per un possibile downgrade il rating di Unipol.

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