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Maxi-Opa sulla Saks A Della Valle 364 milioni

Il gruppo canadese Hudson’s Bay ha raggiunto un accordo per comprare Saks per 2,9 miliardi di dollari (incluso il debito) e porre quindi fine a mesi di speculazioni intorno alla vendita dei grandi magazzini del lusso Usa. L’Opa annunciata da Hudson’s Bay a 16 dollari per azione, porterà, in caso di adesione, 364 milioni di dollari (circa 274 milioni di euro) nelle casse di Diego Della Valle e 127 milioni (oltre 95 milioni di euro) in quelle di Mediobanca. I due principali azionisti dei grandi magazzini a stelle e strisce sono il magnate messicano Carlos Slim e a seguire il patron di Tod’s (attraverso la cassaforte Di Vi Finanziaria Sapa) con un pacchetto di circa il 15% (22.650.000 azioni). La banca d’affari milanese è titolare del 5,27%.

C’è stato un momento, circa tre anni fa, in cui l’imprenditore marchigiano aveva fatto il sorpasso al vertice azionario della catena di grandi magazzini, salendo fino al 19,05%, scavalcando così il paperone messicano, l’uomo più ricco del mondo secondo Forbes . L’anno successivo però Della Valle non aveva esercitato i diritti di opzione negoziati, rimanendo così dietro a Slim. Gli acquisti di Della Valle sul griffato distributore del made in Italy negli Usa, sono iniziati nel maggio del 2009, quando l’imprenditore marchigiano è entrato nel gruppo rilevando il 5,9% delle azioni; investimento che è andato via via crescendo per un ammontare complessivo di 170 milioni di dollari. Titoli acquistati non a scopo finanziario ma di investimento industriale, ha sempre ripetuto Mister Tod’s; oltre al fatto che la catena del lusso è tra i principali acquirenti del made in Italy. Nei suoi 41 negozi vengono vendute anche le borse, le scarpe e l’abbigliamento di quei marchi Tod’s, Hogan, Fay e Roger Vivier che fanno capo proprio a Della Valle, allo stesso tempo azionista e fornitore. Ora ci sono 40 giorni di tempo perché altri candidati si facciano avanti: ma Hudson’s Bay non sembra avere rivali e confida di chiudere l’operazione entro la fine dell’anno. Il gruppo che nascerebbe dalla fusione punta a unire tre marchi dei grandi magazzini (Hudson’s Bay, Lord & Taylor e Saks Fifth Avenue) con un raggio d’azione che spazia dagli outlet al lusso dei negozi Saks: una rete di 320 punti vendita tra Stati Uniti e Canada con un giro d’affari da 7,2 miliardi di dollari l’anno. Hudson’s Bay, la più antica compagnia canadese (fondata nel 1670), stima sinergie intorno ai 100 milioni di dollari in tre anni.

L’annuncio arriva meno di due mesi dopo all’interesse mostrato da Kkr, il fondo di private equity che aveva detto di poter considerare un’offerta su Saks. Un altro potenziale candidato si diceva fosse il fondo sovrano del Qatar (che ha partecipazioni in altri brand del lusso come Harrods, Valentino e Tiffany) così come l’immobiliarista Barry Sternlicht, proprietario della catena alberghiera W Hotels. Dopo il periodo buio seguito alla crisi e alla caduta dei consumi, Saks Fifth Avenue ha visto crollare i fatturati. E c’è voluta la cura (basata sui tagli dei costi e i grossi saldi) messa a punto dal ceo Stephen Sadove per rimettere in careggiata la catena che non ha ancora raggiunto però i livelli pre 2008: 3,15 miliardi le vendite 2012 a fronte dei 3,28 miliardi del 2008.

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