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Maxi-multa Ue ad Amazon Irlanda nel mirino su Apple

La Commissione europea dovrebbe a breve condannare Amazon a restituire al Lussemburgo aiuti di Stato illegittimi per via di un controverso accordo fiscale con il Granducato. Nel frattempo, sempre su questo fronte, Bruxelles sta valutando se aprire una procedura di infrazione contro l’Irlanda, a cui l’esecutivo comunitario rimprovera di non avere ancora recuperato illeciti aiuti di Stato versati ad Apple, sempre in occasione di un tax ruling con la società americana.
Sul fronte Amazon, esponenti comunitari spiegavano ieri che la Commissione europea potrebbe annunciare proprio oggi la bocciatura di un accordo fiscale risalente al 2003 tra la società americana e il Granducato. Ufficialmente, l’esecutivo comunitario non ha commentato le anticipazioni di stampa, ma in privato la notizia è stata confermata qui a Bruxelles. Il caso Amazon è uno di una decina di vicende poco chiare su cui l’esecutivo comunitario ha deciso di indagare.
Nel corso degli anni, alcuni paesi dell’Unione hanno offerto alle imprese multinazionali accordi fiscali che hanno permesso a queste ultime di dirottare profitti verso questi paesi nei quali la tassazione era particolarmente bassa. La Commissione europea vede in queste intese possibili illegittimi aiuti di Stato. Ha quindi già preso decisioni relative ai casi di Apple (in Irlanda), di Starbucks (in Olanda), di Fiat (in Lussemburgo) e di una trentina di piccole e grandi società in Belgio.
Ancora aperti sono i casi relativi ad Engie, McDonald’s e, appunto, Amazon. Tutte e tre le vicende riguardano il Lussemburgo. «Stiamo ancora studiando la situazione per capire se in effetti siamo in presenza di illegittimi aiuti di Stato», spiega un esponente comunitario, riferendosi alle due prime vicende. Non era chiaro ieri quanto denaro l’esecutivo comunitario chiederà ad Amazon di restituire alle autorità del Granducato. Il Financial Times ha parlato di «centinaia di milioni di euro».
Sempre a proposito di accordi fiscali, l’esecutivo comunitario sta valutando se aprire una procedura di infrazione contro l’Irlanda. Nel 2016, Bruxelles aveva chiesto al governo irlandese di recuperare aiuti di Stato versati ad Apple per un totale di 13 miliardi di euro (si veda Il Sole 24 Ore del 31 agosto 2016). «È passato più di un anno, e il governo irlandese sta trascinando i piedi», spiega l’esponente comunitario. Poco importa se Dublino ed Apple abbiano fatto ricorso alla Corte di giustizia europea.
Il ricorso alla magistratura comunitaria non impedisce a Bruxelles l’apertura di una procedura. Le due iniziative viaggiano infatti su filoni separati. È facile immaginare che l’apertura di un iter di infrazione sia politicamente delicato. Non solo rischia di accendere gli animi con Dublino, naturalmente restìa a inimicarsi le multinazionali insediate nel Paese, ma anche con Washington che ha accusato Bruxelles di avere una strategia antitrust che penalizza le aziende americane.

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