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Maxi-multa europea a sei banche per aver manipolato i tassi ufficiali

MILANO — La Ue alza un cartellino giallo da 1,7 miliardi di euro contro sei banche accusate di aver manipolato per anni il prezzo di chiusura di Euribor e Yen Libor. Una maxi-multa che porta a 6 miliardi il totale delle sanzioni comminate agli istituti di credito per la frode sui tassi di interesse. Nella rete dell’antitrust di Bruxelles sono finite la Deutsche Bank (che dovrà pagare 725 milioni), Société Générale (491 milioni), Rbs (399 milioni) e con cifre minori Citigroup, Jp Morgan e Cp Martin. Ubs e Barclays, che rischiavano provvedimenti ancora più pesanti di quello toccato a Deutsche, sono state “perdonate” dalla Commissione perché hanno svelato il meccanismo della truffa: gli operatori degli istituti coinvolti si organizzavano ogni pomeriggio per alterare il prezzo di chiusura sui tassi d’interesse a vantaggio dei loro portafogli. «Il nostro lavoro non si ferma qua – ha detto il Commissario alla concorrenza Joaquim Almunia –. Andremo avanti nelle nostre inchieste su altri prodotti finanziari. L’obiettivo è scovare e punire gli autori di questi cartelli». Le intercettazioni tra trader allegate all’indagine sul Libor – ha aggiunto – «sono semplicemente imbarazzanti».
Le stesse banche, del resto, sono ben consapevoli di come le autorità in giro per il pianeta abbiano deciso di alzare il tiro sulle irregolarità del mondo del credito. Un variopinto catalogo di reati consumati per lo più nella galassia un po’ opaca dei derivati e che, tra l’altro, hanno
causato la drammatica crisi dei subprime e il crac della Lehman. Dal 2008 ad oggi, per dire, solo i primi grandi istituti americani hanno contabilizzato in perdita 120 miliardi di dollari per le spese legali e le multe legate agli scandali. Lo stesso è successo da questa parte dell’Atlantico: gli istituti inglesi dovranno risarcire 18 miliardi di sterline ai risparmiatori truffati con le polizze sulle assicurazioni. E in previsione della mazzata sui tassi di interesse le banche del vecchio continente hanno messo da parte una ventina di miliardi per pagare tutte le multe prossime venture.
Pillole amarissime, per carità, ma che la finanza (salvata dopo i subprime con una stampella di 4.890 miliardi di soldi e garanzie pubbliche) è riuscita a digerire con grande facilità: le prime sei banche americane hanno guadagnato nei primi nove mesi dell’anno 55 miliardi di dollari. JP Morgan, che in meno di due mesi è stata sanzionata sei volte per sei scandali diversi per un totale vicino ai 20 miliardi, ha chiuso lo stesso i conti di questo periodo con 12,5 miliardi di profitti. Anche perché si era porta avanti nei trimestri precedenti accantonando a bilancio con grande previdenza la bellezza di 31 miliardi in previsione delle condanne. Le bufere giudiziarie, insomma, non spaventano Wall Street e dintorni. Anzi, i trader della Borsa Usa, li stessi accusati di manipolazione dei mercati, troveranno sotto l’albero di Natale 22 miliardi di bonus, il 5% in più dello scorso anno.

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