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Maxi-domanda da 4,5 miliardi per il primo bond Adr

Aeroporti di Roma torna sul mercato dei bond in grande stile. Il collocamento ieri di una tranche in euro da 600 milioni, della durata di 7 anni e due mesi (scadenza febbraio 2021), è andato ben oltre le previsioni. La domanda ha raggiunto 4,5 miliardi di euro, oltre 7 volte il quantitativo offerto. Ma la sorpresa, anche per il management, è arrivata dal rendimento, che si è attestato a 3,28% (incluso uno 0,2% per l’emissione sotto la pari) contro un’aspettativa che nelle scorse settimane era più a ridosso del 4 per cento. Lo spread sul midswap spuntato dal consorzio bancario (il collocamento è stato curato da Barclays, Bnp Paribas, Crédit Agricole, Mediobanca, Natixis, Rbs, Société Générale e UniCredit) è stato pari a 165 punti base contro una forchetta proposta in mattinata tra 180 e 185 punti base.
«Abbiamo ricevuto oltre 350 ordini – spiega Carlo Bertazzo, già ad di Gemina e vicepresidente esecutivo di Adr – a fronte di 100 investitori che abbiamo incontrato durante il road-show. Siamo molto soddisfatti, anche per la dimensione di alcuni di questi ordini».
La parte del leone l’hanno fatta gli investitori della Gran Bretagna, dove è stato allocato il 33% del bond. Circa ilm 18% è finito in Germania, da dove è arrivato l’ordine maggiore, per circa 200 milioni, da parte di un fondo di asset management. L’interesse tedesco per Adr si lega al fatto che i tedeschi non hanno un bell’esempio in patria: il nuovo scalo di Berlino, da 40 milioni di passeggeri, è pronto dal 2011 ma la sua apertura slitta continuamente perchè, a quanto pare, le infrastrutture dell’aeroporto non funzionano. Mentre lo scalo di Francoforte è costato molto di più del preventivato. Le domande degli investitori, non a caso, tedeschi si sono concentrate sul rischio esecuzione degli investimenti: l’apporto ad Adr, attraverso la fusione con Gemina, del know-how che ha in materia Atlantia ha convinto i teutonici. Gli investitori britannici, invece, si sono concentrati sugli aspetti regolatori: troppe volte sono rimasti scottati dal cambio delle regole in corsa da parte del governo italiano (e Autostrade-Atlantia in questo senso ne sa qualcosa).
Secondo fonti bancarie un ordine da circa 100 milioni è arrivato dalla Francia (dove è stato allocato il 16% del bond) e sarebbe da attribuire al gruppo assicurativo Axa. Gli investitori italiani hanno sottoscritto l’8 per cento dell’emissione, il 4% è andato in Svizzera e altrettanto in Olanda.
«Il successo dell’emissione odierna – spiega una nota della società – rappresenta la testimonianza concreta della credibilità rapidamente acquisita da Adr sui mercati internazionali dei capitali grazie all’efficacia della nuova convenzione stipulata con Enac, che ha catalizzato l’interesse dei maggiori investitori istituzionali esteri sul progetto di sviluppo e sulle potenzialità di crescita dell’aeroporto di Fiumicino». L’appetito rimasto agli investitori per i bond di Adr resterà inevaso per un bel po’. Dopo il successo di ieri la società può rifinanziare con largo anticipo il debito in scadenza nel 2015 e dunque non tornerà sicuramente sul mercato dei capitali il prossimo anno, anche perchè prevede di sostenere il piano di investimenti con la generazione di cassa.

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