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«Maxi cedola di Intesa nonostante i salvataggi»

LONDRA Il piano di salvataggio delle banche è costato a Intesa «380 milioni ma non avrà impatto sui dividendi. In nove mesi abbiamo fatto 2,7 miliardi di utile e sinceramente credo che ci sia ancora spazio per rendere felici i nostri azionisti comunque confermo che 2 miliardi sono il dividendo minimo». Per Intesa Sanpaolo non cambia nulla. Il consigliere delegato Carlo Messina, che tra dieci giorni dovrà staccare l’assegno più alto per il Fondo di risoluzione delle crisi bancarie, rimane ottimista e da Londra, dove è atterrato ieri, annuncia un cambio di passo per Ca’ de Sass, uscita rafforzata dai test della Bce e con alle spalle un track record che la posiziona tra le big internazionali, «se guardo la classifica, siamo la Ferrari delle banche» dice con orgoglio. Messina vuole iniziare a capitalizzare la reputazione che Intesa si è guadagnata, partendo proprio dalla City, e proiettare la banca sempre di più sul mercato internazionale aprendo la prima filiale inglese di Fideuram-Intesa Sanpaolo Private banking. «La divisione private di Intesa — ha spiegato il banchiere — ha conseguito risultati di eccellenza nel panorama europeo e ci consente competere alla pari con i principali player». Nell’ Eurozona, Intesa è il quarto operatore .
La scelta di Londra è dovuta anche alla forte presenza di patrimoni italiani, che Intesa vuole intercettare andando ad arricchire la presenza nella gestione dei grandi asset. «Se il modello Londra funzionerà» ha annunciato Messina, sono previste aperture anche a New York e Hong Kong. «A Londra vivono quasi 500 mila connazionali — ha spiegato Paolo Molesini, amministratore delegato di Fideuram-Intesa Sanpaolo Private banking, la nuova realtà nata a luglio dall’integrazione delle due aziende — e il nostro obiettivo è arrivare in due anni a 5 miliardi di patrimonio gestito». A Londra Intesa punta ai patrimoni italiani, a quelli dei clienti corporate che si servono già dell’hub nella City e a quelli internazionali che possono essere investiti in Italia. E uno dei segmenti in cui la banca è sicura di poter intercettare una forte domanda dall’estero è l’immobiliare. Messina ha ricordato l’iniziativa appena lanciata per la casa e, guardando alla ripresa, ha frenato sulla necessità della band bank e sulla cessione di sofferenze: «Non è il momento — ha detto — le aziende si stanno riprendendo e anche il mercato immobiliare è ripartito».

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